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    De.licio.us

    Dal La Russa con amore

    di Bamboccione (13/08/2008 - 13:10)



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    Garda land ...e poi muori!

    di Bamboccione (30/07/2008 - 16:24)

    C'è da augurarsi che la sorte di Alessandro Fasoli, precario lavoratore stagionale a Gardaland, non susciterà le compassionevoli querimonie cui siamo da tempo assuefatti, ma aiuterà la coscienza della gente a svegliarsi dal torpore nel quale è caduta da ormai troppo tempo. Un briciolo d'indignazione per la violazione della dignità umana, continuamente offesa dalla mistica della produttività - una nuova religione della quale francamente nessuno sentiva il bisogno - sarebbe necessario. La colpa di questa ennesima morte sul lavoro probabilmente è imputabile non soltanto alla specifica azienda, ma a tutti noi; è collettiva, e deriva da quella assoluta mancanza di rispetto per la dignità umana e per i lavoratori che sta affossando rapidamente le conquiste sociali degli anni '70 che vennero riconosciute nello Statuto dei lavoratori, un documento che oggigiorno - come hanno fatto credere a molti citrulli, tra  cui gli stessi lavoratori - sembrerebbe datato, quasi un ciclostilato scritto da una conventicola di sovversivi.
    C'è ancora un' immane falsità da combattere con tutte le nostre forze, ed è l'abitudine di additare come causa delle morti bianche il mancato rispetto delle procedure. Il mancato rispetto delle procedure di sicurezza è sempre di piu' il capro espiatorio e la giustificazione "ex ante et omnibus", perchè "it makes sense" (è ragionevole,ha senso) come direbbe un beffardo amico inglese. In realtà è solo un pieno di senso che nasconde un vuoto di sostanza. Ci rendiamo conto che qualsiasi attività umana, per quanto irreggimentata in una procedura, lascera' sempre spazio a quel minimo di discrezionalità e di buon senso indispensabile per non intralciare la produzione? Quante volte comandanti di aerei, navi, macchinisti hanno messo in atto comportamenti che solo dopo sarebbero stati codificati nei manuali della sicurezza! E poi non lo sappiamo che a volte la pedissequa osservanza della procedura cela in realtà uno sciopero bianco? E' chiaro che le procedure spesso vanno ponderate con quel "granum salis" che, per forza di cose, manca quando si è in uno stato di soggezione psicologica e di precarietà di diritti e si è anche timorosi di incorrere nelle ire dei "produttivisti" tra i quali, in genere, allignano quelli che non lavorano proprio e sono tali "iuris et de iure" perchè pur non avendo titolo criticano sempre e comunque gli altri. 
    Alessandro avrà fatto né piu' né meno di quello che gli è stato chiesto di fare, anzi avrà fatto di piu' perchè sperava in una riconferma del contratto.

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    Salvate il soldato Tavaroli

    di Bamboccione (28/07/2008 - 16:36)


    Grazie Tavaroli, e dimmi grazie
    L'"Ambassadeur", la Marcio Gaglia, un Giornale cloaca & l'escrescenza Porro
    Questa nota la dedico a Beneamino Andreatta ed al mio fu marito Vittorio Olcese:
    I due politici più onesti e perbene dell'Italia dell'ultimo novecento
    *
    Lunedì 21 Luglio 2008
    «Il mio vantaggio è che tutti - tutti - hanno mentito in questa storia. Io non esito a definire questa lobby un network eversivo che agisce senza alcuna trasparenza e controllo. Quella lobby di dinosauri che custodiva segreti (gli illeciti del passato e del presente) e li creava. Quei segreti che potevano distruggere la reputazione di chiunque». Scrive così, con una sorprendente ricchezza e padronanza della lingua italiana, Giuliano Tavaroli a Giuseppe D'Avanzo de La Repubblica.
    Una circostanziata e precisa cronaca dell'"Affaire Telecom" che continua a puntate su Rep.
    E' un cavo incandescente quello che corre tra l'ultimo saggio-inchiesta di Philip Willan «L'Italia dei Poteri occulti», in libreria a modicissimo prezzo, e le reminiscenze, i collegamenti mentali che il lettore, non può non fare, con e quanto si conferma (come se ce ne fosse bisogno...) leggendo Tavaroli, su Rep.
    Il cavo che lega le vicende dell'"Affaire Telecom" a «L'Italia dei Poteri occulti», forse, appare inconscio, ma è quanto mai naturale. Il cavo c'è, e come se c'è.
    Ed è una sorta di "complicità naturale" nel realizzare una nuova P2. Con una sorta di «Piano di Rinascita Democratica» di Gelliana memoria.
    Nell'escursus di Giuliano Tavaroli, infatti, è rappresentata la "Guerra Fredda", post, tra Poteri. Si va dal "solito" Opus Dei agli ex Servizi segreti passando per vari politici attuali. E si intravedono nitide, quindi, le ragioni che hanno portato Tavaroli a vuotare il sacco su Rep.
    Non c'è tempo ne' spazio, infatti, per essere dimenticato, e con lui l'intero "Affaire Telecom". Svuotando il sacco, Giuliano Tavaroli, salva la pelle. Sa, l'ex Ros, che il cono d'ombra, il farsi dimenticare, la discrezione, la fedeltà agli antichi padroni fino al punto di prendersene tutte le responsabilità criminali, e pagare per se' e per loro, è la situazione ideale perchè si finisca come Adamo Bove. E come Michele Sindona, e Roberto Calvi ed il suo Banco Ambrosiano. E come Giorgio Ambrosoli.
    Roberto Calvi, infatti, per salvare Ambrosiano e pelle, intenzionato a farlo fu fatto fuori prima che svuotasse il sacco e fuggisse in Sudamerica. Impiccato, sotto il Ponte dei Frari Neri, a poche centinaia di metri dalla sede di una Loggia massonica.
    Non mi dilungo con le dovute critiche, sarebbero critiche nauseate e feroci, verso gli sconsiderati editoriali di Sergio Romano oggi sul Corsera e di Mario Giordano su Il Giornale domenica. Ne' sulla cronaca di Domenico Porro: una cloaca di omissioni e falsità. Ne' sugli squittii rosa isterico-assolutori, verso Tronchetti, della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Li lascio al giudizio di lettori e ascoltatori. E alle risate di Tavaroli.
    Voglio subito dire a Tavaroli: Se pur corrotto, & corruttore, da un ex Carabiniere del Ros il gesto che ha fatto me lo aspettavo. Bravo Tavaroli. Tu lo sai, ti ho fatto guerra aperta ed implacabile per anni, ti ho inseguito e marcato in Internet senza pietà perchè venissi allo scoperto. Ed eccoti finalmente. Bravo.
    Oggi, dai cittadini, e dal Ros, meriti gli Onori delle Armi. Perchè no? Forse, nel futuro, anche da quel sant uomo di Giorgio Napolitano. On ne sait jamais.
    Tavaroli, tu sai che, in tempi non sospetti, sono stata la prima a scoprire cosa combinavano di eversivo, da Fiumicino e da Milano il "Tiger Tim" da te diretto, e da Novara il graduato corrotto delle Fiamme gialle. Ecc., ecc, ecc. Hai visto le mappe, no? Manca solo di vedere l'omino seduto dietro al Pc, poi c'è tutto...
    Ti sarai anche divertito a vedere una qualunque "casalinga di Voghera" tenere testa e in scacco (sfottendoli pure!) "i grandi impareggiabili Hackers del "Tiger Tim", di Telecom Italia e di Telecom Brasil. Non ne passava uno che io non "percepissi" e ne prendessi ampie e circostanziate note.
    Confesso che provo molta simpatia, stima culturale, e solidarietà umana, per questo Ros che scrive come neanche un giornalista sa fare. Per questo Ros che ha avuto un sussulto di coscienza e di onestà e che non teme di puntare il dito, finalmente, sul Patron, ex, di Telecom: Marco Tronchetti Provera.
    E, immagino, punterà il dito su Gustavo Bracco e via via a "scendere" negli ex vertici Telecom.
    La mia simpatia, e la subitanea fiducia in questo ex Ros, è tale, che lo invito, pubblicamente, davanti al mio Pc a darmi una lezione di alta informatica: Come padroneggiare le tecniche sempre più sofisticate sulla sicurezza in Internet. Anzi, se i tuoi conti sono bloccati, ti invito ospite a casa mia.
    Inoltre voglio dirti, caro ex Ros, che, secondo me - rifletti - tu mi devi ringraziare e mandarmi un bel bouquet di fiori per il fatto che ho straboccato Internet - che conta mooolto più di carta stampata e Tv - con l'"Affaire Telecom". E scrivendo più volte, anche alle alle Pol di Stato ed alle Procure d'Italia «Tronchetti Provera non poteva non sapere. Per questa ragione, questa e quest'altra». Punto.
    E recentemente, Giovedì 10 Luglio, a Pol di Stato e Procure d'Italia ho scritto: «Tra i tanti accadimenti, ai lettori dei quotidiani ed agli ascoltatori dei Tg, per esempio, non è stato mai spiegato il motivo inerente il servizio di body guard operato dalla Polizia di Stato di Roma all'ex presidente Telecom, Tronchetti Provera, proprietario di Olimpia la società di controllo che, attraverso Pirelli, controllava Telecom».
    Come tu, caro ex Ros, ed il tuo amico Mancini non potete non sapere come, e perchè, il tuo ex compagno del Ros, Adamo Bove è "morto".
    Il perchè e il come, tu e Mancini, lo dovete ad un padre, e ad un fratello, Guglielmo Bove responsabile Ufficio legale di Telecom Italia.
    Padre e fratello che, da troppo tempo ormai, aspettano che sia fatta Giustizia.
    Coraggio Tavaroli. Se fai il tuo dovere per cui giurasti da Carabiniere, poi da Ros, i cittadini, intercettati e non, saranno tutti con te. Ti pare poco?..... (;-)
    Giuliana D'Olcese quota rosa di Interrnet e di LiberoReporter
    http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm

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    Peppe!

    di Bamboccione (27/07/2008 - 12:51)

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    Madame de Pompadour

    di Bamboccione (12/07/2008 - 16:30)

    Giuliana D'Olcese ci invia un'opinione sulla nota (o quasi) vicenda che riguarda la presunta tresca tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna. L'autore del contributo ritiene che le intercettazioni, in questi casi, violino la privacy delle persone, anche se si tratta di politici e, in quanto tali, soggetti al giudizio dei cittadini elettori. Segnalo che ci sono persone che la pensano in maniera completamente opposta. Dino Cofrancesco, autore del'articolo che segue, afferma che un comportamento moralmente riprovevole  non necessariamente implica un reato (anche se nella fattispecie qualcosa di "penale"..) e che certi giudizi moraleggianti sui rapporti sessuali altrui andrebbero banditi perchè sono contrari ai principi di uno Stato liberale. Tuttavia, dico io, pur concedendo che non ci sia stato nessuno scambio tra prestazione sessuale e il posto di ministro - ed è la tesi per la quale propendo ad occhi chiusi, anche perchè mi sembrerebbe un compenso troppo elevato e discriminatorio rispetto ad un'ordinaria ragazza di strada- questa affermazione mi lascia perplesso e m'induce ad una decisa obiezione contro questa tesi, soprattutto perchè siamo in presenza di un politico che ha ricevuto un imprimatur da Oltretevere e in qualche modo ne seguirà le direttive, per opportunismo o per convinzione, su questioni esiziali come quelle concernenti la vita e la morte dei cittadini (ci ricordiamo del problema della ricerca sulle staminali & co? dell'eutanasia e compagnia bella?). Comunque Bamboccioni non giudica e non fa la morale, semplicemente problematizza, e se qualcuno ha valide ragioni.. is warmly welcomed. Buona lettura. 

     

    Ultima stazione della destabilizzazione su internet
    di Dino Cofrancesco per 'il Secolo XIX'

    «E fu così che dalla Razza padrona, passando per la Razza ladrona, il Popolo italiano si ritrovò nella Razza scopona. Un bel salto di qualità giuridico, politico, economico, umanitario. Non vi pare?». E' il divertito commento che il blog di Giuliana D'Olcese Movimentiamoci.it ha dedicato alla bomba delle intercettazioni telefoniche sospesa sul presidente del Consiglio e che un decreto governativo dovrebbe disinnescare, impedendone la pubblicazione sui giornali - un decreto in parte inutile - giacché sarà poi difficile oscurare il pompingate su Internet. Se è vero quanto riportano le indiscrezioni sulle vanterie erotiche del premier, il prestigio di quest'ultimo, agli occhi di molti italiani, anche di quelli che l'hanno votato, ne esce appannato. Si sa che gli uomini di stato non sono tenuti ad essere stinchi di santo e che tra le tentazioni del potere c'è anche quella di portarsi a letto le più belle donne sulla piazza. E' noto che John Kennedy insidiò tutte le star che gli capitavano a tiro e che raramente incontrava sdegnosi rifiuti, gli andò male solo con Sofia Loren. Ciò che colpisce, invece, nel caso italiano è che a prestare certi servizi non siano state segretarie o stagiste -come Monica Lewinsky- ma figure istituzionali del più elevato grado.
    E' uno scandalo al quale le ministre coinvolte non possono reagire con un'alzata di spalle, lasciando cadere dall'alto «è tutto gossip» e fingendo di ignorare il sospetto, incancellabile nell'opinione pubblica, che le loro designazioni agli alti incarichi siano dipese da privatissime performance.
    Come non pensare, nella città di Pasquino, al romano de' Roma trucido e sboccato che scorgendole, in una manifestazione pubblica, non si lascerà certo scappare un: «A sora ministra perché nun ne fai uno purammé?».
    A questo punto, sarebbe loro dovere dare le dimissioni come sarebbe dovere del premier quello di giustificarsi di fronte agli italiani. Detto questo, però, bisogna stare bene attenti, se si ha davvero a cuore la 'civiltà liberale', a non confondere, il piano morale, lo 'stile' di un uomo politico, che può essere tanto discutibile da far pentire gli elettori di avergli dato fiducia, col piano giuridico, che rinvia a precise responsabilità penali. Avere rapporti sessuali con le proprie colleghe, se consenzienti, non è un reato e lo 'scambio illecito (letto contro poltrona ministeriale) non è scontato. In una società aperta, come ho ricordato più volte, etica, diritto, politica, religione, scienza etc. sono sfere autonome e distinte e solo un questurino riciclato come capopopolo può cancellare le differenze tra pessima condotta e reato. Se la vita privata di Berlusconi è sicuramente riprovevole, la guerra spietata che da tempo gli stanno facendo certi settori della magistratura ingenera una vera e propria angoscia per le sorti dello stato di diritto.
    Si ha la netta impressione, infatti, che la consegna delle intercettazioni ai giornali faccia parte del piano strategico dei falchi delle Procure per «sfasciare» una volta per sempre l'uomo di Arcore. Incattiviti dalla schiacciante vittoria elettorale del PDL, i redivivi Catoni hanno deciso di mobilitare i loro referenti parlamentari, i loro giuristi - generosamente ospitati su Repubblica, su MicroMega, su L'Espresso e, tra poco, anche su ''Famiglia Cristiana''-, i loro filosofi morali, i loro sociologi, i loro opinionisti nella santa crociata per la totale delegittimazione etica e politica del Cavaliere. Non c'è disegno di legge proposto dal centro destra, pertanto, che non attivi, con il loro incoraggiamento, un coro di indignazioni e di proteste, anche quando si tratta di istituti scontati nelle più antiche democrazie euroatlantiche, la separazione delle carriere e la immunità per le quattro più alte cariche dello Stato. Sennonché, caduta nel vuoto la martellante denuncia dell'illegalità di ogni azione governativa, grazie anche ai severi richiami di Giorgio Napolitano, e fallito il recente tentativo di attribuire al fido CSM la competenza sulla costituzionalità di leggi e decreti, ai registi della destabilizzazione resta l'asso nella manica del sipario sollevato nella camera da letto del nemico pubblico n.1. Il sesso orale, però, non è un reato mentre il potere rivendicato da certi tribunali di spiare le ''vite degli altri'' alla ricerca di prove di colpevolezza, prefigura, esso sì, uno «stato di polizia» che solo i «garanti della privacy» all'italiana si rifiutano di vedere (anche perché, se decidessero di aprire gli occhi, addio ben retribuite collaborazioni giornalistiche, interviste a getto continuo, inviti nei salotti televisivi di Giovanni Floris, Michele Santoro, Fabio Fazio etc.!). Berlusconi spesso parla «pro domo sua» ma quando afferma che, in Italia, la 'legittimazione democratica' viene oggi minacciata dalla 'legittimazione giudiziaria' mostra un senso della realtà che Walter Veltroni, sempre più dipietrizzato, sta smarrendo quasi del tutto.

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    Turlupinator

    di Bamboccione (05/07/2008 - 18:54)

    3,5 milioni di "costituenti" per il Partito Democratico non gli sono bastati e Walter ha deciso di rilanciare portando in piazza  5 milioni di "ricostituenti"  per una prova di muscoli contro Silvio Berlusconi. Pare che uno sprovveduto cittadino che aveva votato PD alle ultime elezioni gli abbia chiesto: "Che dovemo da dimostrà? T' amo dato i voti pe dimostrà in parlamento, ma tu nvece de dimostrà là, dov'è piu' giusto, ce porti a fà il giro dei 7 colli e poi ce fai firmà! Ma pecchè dovemo da firmà? E pecchè te metti a nciucià ner transatlantico e poi ce vieni a prende pei fondelli?"

     W: "A regazzi' nun lo volete capi' che i numeri so' importanti? Sapete come diceva il vecchio motto dell'ISTAT? Nun lo sapete? E po' ve lagnate pecchè nun arrivate a fine mese! Vo dico io, vo dico: "Numerus rei publicae fundamentum" (i numeri sono alla base della repubblica). Ce semo spiegati? Piu' ne semo, piu' famo numero, e piu' famo numero piu' semo forti! A ciascuno il suo: voi fate numero, io invece li do. Te saluto!"

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    Scusarmi? E di che?

    di Bamboccione (01/07/2008 - 16:31)

    Ultima bagarre della nostra inconcludente politica (con rare eccezioni) è quella suscitata dall'epiteto col quale Antonio Di Pietro ha apostrofato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riferendosi alle note vicende delle intercettazioni: magnaccia! C'era da offendersi per questo? Diciamo che Berlusconi avrà fatto milioni di cose buone e altrettante ne farà in futuro per il Paese, ma se quello che abbiamo letto è vero, e se le trascrizioni delle intercettazioni sono fedeli, pensiamo che ci sia poco da indignarsi per la scelta lessicale del molisano montenerino. Tutt'al piu' per i palati fini e per i sofisti possiamo dare un paio di suggerimenti alternativi: lenone? prosseneta? I piu' rozzi potrebbero ricorrere al lessico idiomatico: pappone, ricuttaro etc.etc.
    Anton ben Bisach (Antonio di Bisaccia)
     
    Bibbia, dal libro di Yehoshua ben Sirach (Siracide) capitolo XIII 

    Chi maneggia la pece si sporca, chi frequenta il superbo diviene simile a lui. Non portare un peso troppo grave, non associarti ad uno più forte e più ricco di te. Come una pentola di coccio  farà società con una caldaia? Questa l‘urterà e quella andrà in frantumi. Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte,  il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi. Se puoi essergli utile, approfitterà di te;  se hai bisogno, ti abbandonerà. Se possiedi, vivrà con te; ti spoglierà e non ne avrà alcuna pena. Ha bisogno di te? Ti imbroglierà, ti sorriderà e ti darà una speranza, ti rivolgerà belle parole e domanderà: “Di che cosa hai bisogno?”. Ti farà arrossire con i suoi banchetti, finché non ti avrà spremuto due o tre volte.  Alla fine ti deriderà; poi vedendoti ti eviterà e scuoterà il capo davanti a te.

     

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