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    Tarantella beneventana

    di Bamboccione (15/02/2009 - 18:33)

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    Bassolino è uomo d'onore?

    di Bamboccione (05/03/2008 - 18:09)

    E' così che «il Rinascimento di Napoli» iniziato da Bassolindo via via si è disfatto, imputridito, corrotto.
    Ora, più che di munnezza, puzza di tifo, lectospirosi, colera, di cancro, di morte.
     
    Ex voto
    Ringraziando Santo Luigi de Magistris, 'o guappo 'e cartone è fuori da tutti i giochi 
    *****
     
    Bassolindo? Lui una certa ragione ce l'ha
    Ne «La Casta», al capitolo «Fate largo: arriva Sua Maestà il Governatore», Rizzo & Stella hanno scritto «Il dubbio che "'o Re Sole" esageri deve turbare anche chi, come Giuliana Olcese, salutò in lui "un grande Re borbonico democratico e di sinistra"».
    E' vero, era l'anno 1994 e Bassolindo era il nuovo Sindaco di Napoli, la grande speranza dei napoletani. Infatti, grande consenso e speranza non furono traditi ma esaltati fino a fare di Bassolindo l'icona del buon governo locale. "Io sono il Sindaco di tutti" - diceva - "Governo tutti i cittadini. Cittadini di destra e di sinistra pari sono, i Sindaci tengano le distanze da partiti e
    Governi centrali, siano indipendenti, ognuno faccia la sua parte".
    Berlusconi di Bassolindo ha sempre detto, e lo pensa tuttora "è l'unico politico della sinistra di cui mi fido. Quando da' la sua parola la mantiene".
    Bassolindo per i politici, non per i cittadini, però ha una grave colpa: ha anticipato di quindici anni la regola democratica, ora riconosciuta dalla intera popolazione, e da qualche politico illuminato e pragmatico, che non si governa con l'ideologia, ne' favorendo gli interessi di parte. S
    i governa con il consenso di tutti.
    E Bassolindo Sindaco univa, non divideva. E questo la politica obsoleta, furbetta, clientelare, ignorante e stracciona, non lo tollera.
    Bassolindo lo conosco dalla nascita dell'epico Movimento dei Sindaci di cui fui madrina poi attivista e sponsor per anni. Lo incontravo spesso e in segiuito lo ebbi alleato e gran sostenitore nel Movimento per le Riforme. Così come Cacciari, Bianco, e Sindaci del Nordest, Bassolindo mi affidava delle "Mission" presso il I° Prodi per il Federalismo e le Riforme quindi assistevo alle assemblee che organizzava per i Sindaci d'Italia. Assemblee stupefacenti per quel tempo e per il travolgente consenso ottenuto nel contesto socio-politico del Sud in cui si svolgevano.
    Al suo richiamo venivano tutti. Dalle Alpi alla Sicilia. Sindaci di destra, di sinistra, di centro.
    A Napoli si parlava di Federalismo fiscale quando, tranne che nel regno della Lega di Miglio e Bossi, in Italia Federalismo e Autonomia erano vissuti come sacrilegio, sovversione, secessione.
    Il Movimento dei Sindaci fu una grande scuola di politica civica. Avveniristica, dinamica, trasversale, pragmatica, anticonformista, creativa ed è dai Sindaci che imparai a condurre le battaglie civiche e civili, e la costanza necessaria.
    «Il Rinascimento di Napoli», poi naufragato per mano dei politici, in primis D'Alema che odiava Movimento e Sindaci che vi partecipavano, incluso Bassolindo, ebbe inizio dall'introduzione nel Sud del con
    cetto di Federalismo: il Patto tra cittadini e istituzioni. Realtà lontana anni luce dal Federalismo varato dal Parlamento Prodi, poi
    Berlusconi: due intrugli costituzionali impraticabili, e pericolosi, pro domo politica, non certo pro cittadini.
    Bassolindo sosteneva che per risollevare Napoli bisognava fare del vecchio stabilimento siderurgico Ilva di Bagnoli, e dell'intera Bagnoli, una sorta di Las Vegas con Casinò, alberghi e ristoranti di gran lusso, campi di tennis, golf, ecc. ma che l'unica garanzia per l'ordine e la sicurezza di quel territorio sarebbe stato l'affidarne gestione e alcuni servizi alla Camorra. Solo questa, secondo Bassolindo, 
    poteva garantire la praticabilità della Las Vegas del Meridione.
    A quei tempi, Bassolindo pensava di fronteggiare la vecchia camorra, quella detta "d'Onore", però, dai e dai, s'è arravugliato int 'a Camorra fetente, la Camorra attuale ed è per questo che non ho mai scritto sul suo declino, sullo scandalo della munnezza, o su altri. Il fenomeno Bassolino è una realtà complessa da toccare con le pinze, realtà che rispecchia il "Sistema Italia", non solo la Campania.
    Di Bassolindo si può dire che è un "Uomo d'Onore" dunque?
    Lo è nei due sensi: con virgolette e senza. Ma l'uomo d'onore senza virgolettte, che è, s'è 'mpazzuto appresso ai politici dell'Unione
    che lo odiano, tutti, ma cui devono i milioni di voti Campani e tutto quanto il "Sistema Bassolindo" si porta dietro. Bassolindo è la vittima sacrificale, ma anche la mano del carnefice, del sistema borbonico ancora perpetrato nel Meridione dai partiti dell'Ulivo, nessuno escluso, legati alla grande imprenditoria - vedi, anche, l'affare Telecom Prodi - e dagli imprenditori che hanno usato Bassolindo, e giocato, in testa Cesare Romiti patron di Impregilo: l'impresa che ha incamerato miliardi di euro per costruire gli inceneritori ma che non ne fatto uno. E la Camorra, ma non solo questa, ha visto in Impregilo l'affare del secolo. Una rendita secolare per se' e per i posteri.
    Altro che 'a Camorra "d'Onore"... E' così che «il Rinascimento di Napoli» via via si è autocorrotto, liquefatto in liquami putridi.
    Ora «il Rinascimento di Napoli», più che di munnezza puzza di corruzione, puzza di tifo, lectospirosi, colera, di cancro. Puzza di morte.
    E diciamolo: senso di morte esalano napoletanità, cittadinanza, la partecipazione strillazzara ove nessun singolo fa la sua parte. Facimm' ammuina insomma, tanto per fare ammuina.
    Altro che i Governi Prodi, D'Alema, Amato che hanno fatto mangiare fiele a Bassolindo, e al Sud. Altro che grandi professionisti, intellettuali, politici, imprenditori che oggi si chiamano fuori dal "Sistema Bassolindo" abbandonando il Governatore dopo anni che lo hanno strumentalizzato alla grande. Dopo anni che per Pds, Ds, ora per il Pd, Bassolindo è la gallina dalle uova d'oro portatrice, e garante, dei voti di tutti: fetienti, suore, camorristi, preti, cravattari, imprenditori, professionisti, intellettuali, vescovi, puttane. Perfino quella zantraglia vaiassa della Mastella «Berlusconi è un uomo inaffidabile, vergognosamente inaffidabile, non si tratta così una vera signora come me» deve tutto, purtroppo, a Bassolindo.
    Ma a una che si proclama "una grande signora come me", e con quel marito che si ritrova e
    che, solo ora tutti, destra e sinistra, trattano come un appestato, c'è da chidersi comm' l'è venuto 'n capa a Bassolindo di fare di una tale mezacazetta la Presidente del suo Consiglio Regionale?!
    Presidenze mezzecazette di scambio mastellate?
    Solo la costante massa d'urto civica scatenata on line ha stoppato certi partiti dal ricoverare Mastella,
    e i capibastone dell'UDEUR, nelle loro liste.
    Ora, solo ora, dal "Sitema mastellato" e da "una vera signora come me" scappano perfino i loro luogotenenti così che "chillu guappo 'e cartone do' Ministro" non può fare la sua lista minacciata da settimane "ci presenteremo da soli in tutta Italia, prenderò milioni di voti!!!". Col cacchio...
    Ringraziando santo Luigi de Magistris, 'o guappo 'e cartone è fuori da tutti i giochi
    E' in una memorabile intervista data a Sabelli Fioretti per Sette, oggi Magazine - memorabile perchè suscitò le ire di certe tenutarie dei "Salotti romani", non Ceppalonici - avevo definito Bassolindo "un grande Re borbonico democratico e di sinistra".
    E' vero, se esistesse un Re borbonico democratico di sinistra sarebbe Bassolindo. Ne ha tutte le caratteristiche. Padre padrone, non tiranno, superbia ma generosità con
    i sudditi, orgoglio ma pregiudizio, grandiosità ma anche sulla pelle degli altri, onestà personale ma corruttore suo malgrado a favore dei Governi centrali, accentratore e dominatore assoluto travolto dal suo stesso potere, innovatore ma casereccio. Mai approssimativo. Preciso, metodico, lucido nel suo delirio di onnipotenza.
    Questo è Bassolindo.
    Auguri, Antonio, ritorna quell'uomo d'onore che eri.
                   Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di LiberoReporter
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    A quaterna 'nzallanuta

    di Bamboccione (20/02/2008 - 19:39)

    ***Mario, Lino, Fede & Giuliano***
     
    A quaterna nzallanuta
     
     
    From Giuliana D'Olcese quota rosa di Intenet e di LiberoReporter
    Il nonnetto la fa fuori dal water?
    E la famigliola campana dice: Puveriello, che vuo' fà? 'O nonno s'è 'nzallanuto. - S'è 'nzallanuto voce del verbo inzallanirsi: rincoglionirsi.
    Con l'affetto e l'ammirazione che ho per l'intelligenza del mio vecchio amico il senatore Lino Iannuzzi, che compie ottant'anni e gliene auguro altrettanti da campare con gioia, e qualche dolore come ha campato finora, questa di fare la Lega Sud pro "salvataggio" Mastella, detto "il puttano" in piena Camera dei deputati proprio da CdL e Lega Nord quando "il puttano" dal centro destra si trasferì armi, bagagli, e assessori galeotti, al centrosinistra, non me l'aspettavo.
    E peggio mi sento quando apprendo che con l'amico Lino al "salvataggio" del "puttano", innalzato niente popò di meno a portabandiera della Lega Sud, starebbe tramando "'o panzone" senatorio della Lega Nord Mario Borghezio celeberrimo celodurista famoso per la proposta di schedare "sporchi scimmioni africani" e "terroni di merda" con le impronte dei piedi.
    Discariche e munnezze 1:
    In tempi di discariche & munnezze Er Direktor del Tg4 Emilio Fede, iperfedele a Berlusconi, vede come la manna l'idea di scaricare "il puttano" - e tutti i suoi assessori e direttori sanitari galeotti - nella discarica di una Lega Sud. E come no, stevm' scarsi a fetienti: 'a munnezza di una Lega Sud siffatta ci mancava.
    Campani, calabresi, siciliani, napoletani, lucani e pugliesi non aspettavano altro per liberarsi dai Mastella's boss e dalla munnezza politica del Sud: La Lega Sud.
    Tra discariche & munnezze la "pensata" di Emilio, Lino, e di Mario "'o panzone", è strategicamente "geniale".
    Discariche e munnezze 2:
    In tempi di discariche e munnezze non ci potevamo far mancare "La Lega per la Moratoria contro l'aborto".
    Domanda: Ma vuo' vrè ca' s'è 'nzallanuto pure chillatu panzone fissato 'e Giuliano Ferrara?
    E gli elettori del Sud, e del Nord, che ne pensano di discariche e munnezze in pectore al PdL?
    Biagio s'n' vo' i' e 'o Vescovo 'o vo' manna' 
    C'è vita al Sud oltre Mastella? http://blog.bamboccioni.net/ 

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    Biagio s'n vo' i' e 'o Vescovo 'o vo' manna'

    di Bamboccione (16/02/2008 - 17:14)

    Clicca sull'immagine

    Biagio s'n vo' i' e 'o Vescovo 'o vo' manna'

    di Giuliana D'Olcese

    Traduzione: la Mastella's vaiassa's Family (Biagio), licenziata da Berlusca, ('o Vescovo).
    Mastella va da solo? Benissimo sentenzia il Cavaliere dopo l'uragano di proteste scatenato a destra e a sinistra dalla incauta dichiarazione "A Mastella dobbiamo gratitudine per aver fatto cadere il Governo Prodi".
    Che poi proprio una faccia di tolla come Mastella se ne vada alle elezioni da solo "sua sponte" è la pietosa bugia con cui la politica usa rendere "l'onore delle armi" a chi, senza se e senza ma, si mette fuori dalla propria porta.
    Per il Cavaliere la Mastella's vaiassa's Family dell'UDEUR è impresentabile. Fa solo perdere voti considerando anche i 57 politici arrestati per attività mafiosa tra cui Pasquale Tripodi assessore UDEUR alle Attività produttive e al Turismo nella giunta regionale della Calabria.
    Ma a proposito di vaiasse, avete visto a Tetris La 7tv l'aria da zita sdegnosa-contegnosa e da grande offesa inalberata da "Donna Sandra"?
    Certo che con simili vaiasse erette a Presidenti del Consiglio Regionale la Campania e Napoli devono accendere un cero a San Gennaro se, ancora, non sono scoppiati colera, peste, tifo, vaiolo e lectospirosi.
    Con Tripodi & vaiasse non si va lontano, e il Cavaliere lo sa, si va dritti al Cutugno il manzoniano Lazzaretto del Sud.(),-)

    Tag: Mastella,Berlusconi,Elezioni,Lonardo,Udeur

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    "Mastella Salvi". C'è vita al Sud oltre Mastella?

    di Bamboccione (11/02/2008 - 11:49)

    Mastella I  Ceppalonide


    Come i lettori avranno potuto constatare, il blog non ha una linea editoriale precisa; esso è piuttosto una bacheca di opinioni, critiche ma non diffamatorie, ed è anche un luogo di confronto. E' vero che tra chi scrive i contributi c'è una certa affinità di pensiero pero' non sempre c'è identità di vedute. Per esempio, a proposito di Clemente Mastella chi scrive, cittadino del profondo SUD, non saprebbe usare toni icastici  e sferzanti cosi' come non indulgerebbe a cuor leggero al furore iconoclasta contro il Sannita e contro quella specie di politica di cui egli è eponimo: il mastellismo. Ci vuole ben altro per indignare un cittadino del Sud! E la soglia di tolleranza è alta, altissima: raggiunge vette sublimi che nemmeno il Papa con la sua enciclica "Spe salvi" ha lontanamente immaginato. Figuriamoci! Lui che viene dalla profonda Baviera, regione con bassissima soglia di tolleranza nei confronti del disordine sociale e del disagio civile, pensa che solo la speranza cristiana possa salvare. I cittadini del Sud, da tempo immemore, hanno perso persino quella! 

    In effetti da queste parti sull'iconoclastia e sul furore rinnovatore e palingenetico degli epigoni si sono fondati altrettanti regni che in seguito hanno superato per immoralità e impudicizia - di cui la munnezza è il dato fenomenico epidermico -  gli oggetti dei loro strali. Cerco di spiegarmi meglio. A Napoli  dal dopoguerra ad oggi le nuove fortune politiche si sono costruite sulla demolizione sistematica dell'immagine e dell'operato dei predecessori, che sono stati additati di volta in volta come il male assoluto, come un corpo estraneo al tessuto sociale "fondamentalmente sano" sul quale si erano innestati come un bubbone da estirpare.  Cosi' al Laurismo, divenuto sinonimo di deriva populistica, si sono succedute amministrazioni di sinistra come quella di Valenzi, anch'essa passata alla storia come periodo di sprechi clientelari e di inefficienza amministrativa (basti ricordare la definizione di "banda del buco"); poi il tanto criticato periodo del "pomicinismo" (dal cognome del ministro Pomicino), neologismo al cui conio Bassolino deve gran parte delle sue fortune politiche,  insieme all'altra espressione , di sicura presa sull'immaginario collettivo, di "gente onèsta". Ora anche il bassolinismo è al tramonto e l'attitudine dispregiativa di cui Bassolino ha dato prova nei confronti degli avversari politici e predecessori si appunta con altrettanta virulenza sulla sua carriera politica e sulla sua stessa persona. Niente di piu' probabile che il bassolinismo passerà alla storia come un periodo persino peggiore dei precedenti che egli aveva tanto aspramente criticato .

    Qual è dunque il nuovo male assoluto della politica italiana dei nostri giorni?  Il mastellismo ? Chi scrive è fermamente convinto che esso non sia un bene per il paese. Con il mastellismo non si va da nessuna parte perchè giova solo a un ristretto entourage e all'enclave territoriale della repubblica di Ceppalonia. Chi ne è fuori è fregato. E' il modo familistico e clientelare di approcciare i problemi che ormai non porta piu' da nessuna parte. Bisognerebbe prender atto che esiste un bene collettivo anche al di là del proprio collegio elettorale e che non si possono piu' risolvere i problemi escogitando soluzioni ad personam, e cio' non per indulgere a un facile moralismo, ma semplicemente perchè  il bacino dei beneficiari sarebbe cosa esigua rispetto al numero degli scontenti, anche se le persone grate a Sua Mastelà sono veramente tante. 

    E' arrivato dunque il momento di liberarsi di Mastella e creare una società piu' buona, giusta e meritocratica? Il SUD puo' fare a meno di Mastella? I wish it could!  Ma chi ci crede ignora la realtà del meridione e il suo tessuto sociale, ne ignora la rissosità e l'inconcludenza che paralizzano l'economia e l'amministrazione, ignora la sua maledizione da re Mida: quella di trasformare in munnezza tutte le occasioni che gli si presentano. Ignora che la inconcludenza e la litigiosità permeano ogni aspetto della vita sociale rendendo estremamente difficile persino l'accordo in un condominio sulla riparazione di una colonna fecale.

    Pertanto in Bamboccioni qualche volta si rifletterà sul ruolo dei vicerè succedutisi nel regno di Napoli (Lauro,Pomicino,Bassolino,Mastella) con lo stesso sguardo con cui usualmente un napoletano indugia sulle statue dei re alloggiate nelle nicchie del Palazzo reale a piazza del Plebiscito, cercando di collocarli in una prospettiva temporale senza domandarsi se il re normanno fosse persona migliore dell' aragonese o dell'angioino o del borbonico. Ci vorrebbe troppo tempo per capirlo e le energie dei napoletani per forza di cose devon esser spese innanzitutto nel " tira a campà" quotidiano prima di pensare ad altro.

    Tag: mastella

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    Warrior!

    di Bamboccione (24/01/2008 - 19:14)


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    Tempo di elezioni: finita la ricreazione

    di Bamboccione (24/01/2008 - 12:23)

                                          I migliori in questo campo 

     

    Quanta fretta, ma dove corri dove vai?
    Se ci ascolti da Bruno Vespa , capirai,
    lui è il gatto, e noi le volpi,
    stiamo in società, di noi ti puoi fidar.
    Ce ne frega dei tuoi problemi, dei tuoi guai
    i migliori in questo campo siamo noi
    è una ditta specializzata
    dacci il voto e vedrai
    che non ti pentirai...
    Casini:- Noi scopriamo talenti e non sbagliamo mai
    Berlusconi:- Noi sapremo sfruttare le tue qualità 

    ti daremo ogni giorno la pubblicità
    Padoa Schioppa :-Dacci solo quattro monete
    Tutti insieme:-e t' iscriviamo al concorso
    per dar pur a te da magnà..!
    Non vedi che è un vero affare
    non perdere l'occasione
    sennò poi te ne pentirai.
    Non capita tutti i giorni
    di avere bei consulenti,
    mille impresari, 

    te lo fanno in 4 perchè..!
    Avanti non perder tempo vota qua
    è un banale segnetto, è legale, è una formalità
    tu ci cedi tutti i diritti
    e noi darem pure a te
    un posto a 1000  Eur!

    Tag: voto,elezioni,casini,berlusconi,mastella

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