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    Di Lady in Lady

    di Bamboccione (07/03/2008 - 16:06)


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    Bassolino รจ uomo d'onore?

    di Bamboccione (05/03/2008 - 18:09)

    E' così che «il Rinascimento di Napoli» iniziato da Bassolindo via via si è disfatto, imputridito, corrotto.
    Ora, più che di munnezza, puzza di tifo, lectospirosi, colera, di cancro, di morte.
     
    Ex voto
    Ringraziando Santo Luigi de Magistris, 'o guappo 'e cartone è fuori da tutti i giochi 
    *****
     
    Bassolindo? Lui una certa ragione ce l'ha
    Ne «La Casta», al capitolo «Fate largo: arriva Sua Maestà il Governatore», Rizzo & Stella hanno scritto «Il dubbio che "'o Re Sole" esageri deve turbare anche chi, come Giuliana Olcese, salutò in lui "un grande Re borbonico democratico e di sinistra"».
    E' vero, era l'anno 1994 e Bassolindo era il nuovo Sindaco di Napoli, la grande speranza dei napoletani. Infatti, grande consenso e speranza non furono traditi ma esaltati fino a fare di Bassolindo l'icona del buon governo locale. "Io sono il Sindaco di tutti" - diceva - "Governo tutti i cittadini. Cittadini di destra e di sinistra pari sono, i Sindaci tengano le distanze da partiti e
    Governi centrali, siano indipendenti, ognuno faccia la sua parte".
    Berlusconi di Bassolindo ha sempre detto, e lo pensa tuttora "è l'unico politico della sinistra di cui mi fido. Quando da' la sua parola la mantiene".
    Bassolindo per i politici, non per i cittadini, però ha una grave colpa: ha anticipato di quindici anni la regola democratica, ora riconosciuta dalla intera popolazione, e da qualche politico illuminato e pragmatico, che non si governa con l'ideologia, ne' favorendo gli interessi di parte. S
    i governa con il consenso di tutti.
    E Bassolindo Sindaco univa, non divideva. E questo la politica obsoleta, furbetta, clientelare, ignorante e stracciona, non lo tollera.
    Bassolindo lo conosco dalla nascita dell'epico Movimento dei Sindaci di cui fui madrina poi attivista e sponsor per anni. Lo incontravo spesso e in segiuito lo ebbi alleato e gran sostenitore nel Movimento per le Riforme. Così come Cacciari, Bianco, e Sindaci del Nordest, Bassolindo mi affidava delle "Mission" presso il I° Prodi per il Federalismo e le Riforme quindi assistevo alle assemblee che organizzava per i Sindaci d'Italia. Assemblee stupefacenti per quel tempo e per il travolgente consenso ottenuto nel contesto socio-politico del Sud in cui si svolgevano.
    Al suo richiamo venivano tutti. Dalle Alpi alla Sicilia. Sindaci di destra, di sinistra, di centro.
    A Napoli si parlava di Federalismo fiscale quando, tranne che nel regno della Lega di Miglio e Bossi, in Italia Federalismo e Autonomia erano vissuti come sacrilegio, sovversione, secessione.
    Il Movimento dei Sindaci fu una grande scuola di politica civica. Avveniristica, dinamica, trasversale, pragmatica, anticonformista, creativa ed è dai Sindaci che imparai a condurre le battaglie civiche e civili, e la costanza necessaria.
    «Il Rinascimento di Napoli», poi naufragato per mano dei politici, in primis D'Alema che odiava Movimento e Sindaci che vi partecipavano, incluso Bassolindo, ebbe inizio dall'introduzione nel Sud del con
    cetto di Federalismo: il Patto tra cittadini e istituzioni. Realtà lontana anni luce dal Federalismo varato dal Parlamento Prodi, poi
    Berlusconi: due intrugli costituzionali impraticabili, e pericolosi, pro domo politica, non certo pro cittadini.
    Bassolindo sosteneva che per risollevare Napoli bisognava fare del vecchio stabilimento siderurgico Ilva di Bagnoli, e dell'intera Bagnoli, una sorta di Las Vegas con Casinò, alberghi e ristoranti di gran lusso, campi di tennis, golf, ecc. ma che l'unica garanzia per l'ordine e la sicurezza di quel territorio sarebbe stato l'affidarne gestione e alcuni servizi alla Camorra. Solo questa, secondo Bassolindo, 
    poteva garantire la praticabilità della Las Vegas del Meridione.
    A quei tempi, Bassolindo pensava di fronteggiare la vecchia camorra, quella detta "d'Onore", però, dai e dai, s'è arravugliato int 'a Camorra fetente, la Camorra attuale ed è per questo che non ho mai scritto sul suo declino, sullo scandalo della munnezza, o su altri. Il fenomeno Bassolino è una realtà complessa da toccare con le pinze, realtà che rispecchia il "Sistema Italia", non solo la Campania.
    Di Bassolindo si può dire che è un "Uomo d'Onore" dunque?
    Lo è nei due sensi: con virgolette e senza. Ma l'uomo d'onore senza virgolettte, che è, s'è 'mpazzuto appresso ai politici dell'Unione
    che lo odiano, tutti, ma cui devono i milioni di voti Campani e tutto quanto il "Sistema Bassolindo" si porta dietro. Bassolindo è la vittima sacrificale, ma anche la mano del carnefice, del sistema borbonico ancora perpetrato nel Meridione dai partiti dell'Ulivo, nessuno escluso, legati alla grande imprenditoria - vedi, anche, l'affare Telecom Prodi - e dagli imprenditori che hanno usato Bassolindo, e giocato, in testa Cesare Romiti patron di Impregilo: l'impresa che ha incamerato miliardi di euro per costruire gli inceneritori ma che non ne fatto uno. E la Camorra, ma non solo questa, ha visto in Impregilo l'affare del secolo. Una rendita secolare per se' e per i posteri.
    Altro che 'a Camorra "d'Onore"... E' così che «il Rinascimento di Napoli» via via si è autocorrotto, liquefatto in liquami putridi.
    Ora «il Rinascimento di Napoli», più che di munnezza puzza di corruzione, puzza di tifo, lectospirosi, colera, di cancro. Puzza di morte.
    E diciamolo: senso di morte esalano napoletanità, cittadinanza, la partecipazione strillazzara ove nessun singolo fa la sua parte. Facimm' ammuina insomma, tanto per fare ammuina.
    Altro che i Governi Prodi, D'Alema, Amato che hanno fatto mangiare fiele a Bassolindo, e al Sud. Altro che grandi professionisti, intellettuali, politici, imprenditori che oggi si chiamano fuori dal "Sistema Bassolindo" abbandonando il Governatore dopo anni che lo hanno strumentalizzato alla grande. Dopo anni che per Pds, Ds, ora per il Pd, Bassolindo è la gallina dalle uova d'oro portatrice, e garante, dei voti di tutti: fetienti, suore, camorristi, preti, cravattari, imprenditori, professionisti, intellettuali, vescovi, puttane. Perfino quella zantraglia vaiassa della Mastella «Berlusconi è un uomo inaffidabile, vergognosamente inaffidabile, non si tratta così una vera signora come me» deve tutto, purtroppo, a Bassolindo.
    Ma a una che si proclama "una grande signora come me", e con quel marito che si ritrova e
    che, solo ora tutti, destra e sinistra, trattano come un appestato, c'è da chidersi comm' l'è venuto 'n capa a Bassolindo di fare di una tale mezacazetta la Presidente del suo Consiglio Regionale?!
    Presidenze mezzecazette di scambio mastellate?
    Solo la costante massa d'urto civica scatenata on line ha stoppato certi partiti dal ricoverare Mastella,
    e i capibastone dell'UDEUR, nelle loro liste.
    Ora, solo ora, dal "Sitema mastellato" e da "una vera signora come me" scappano perfino i loro luogotenenti così che "chillu guappo 'e cartone do' Ministro" non può fare la sua lista minacciata da settimane "ci presenteremo da soli in tutta Italia, prenderò milioni di voti!!!". Col cacchio...
    Ringraziando santo Luigi de Magistris, 'o guappo 'e cartone è fuori da tutti i giochi
    E' in una memorabile intervista data a Sabelli Fioretti per Sette, oggi Magazine - memorabile perchè suscitò le ire di certe tenutarie dei "Salotti romani", non Ceppalonici - avevo definito Bassolindo "un grande Re borbonico democratico e di sinistra".
    E' vero, se esistesse un Re borbonico democratico di sinistra sarebbe Bassolindo. Ne ha tutte le caratteristiche. Padre padrone, non tiranno, superbia ma generosità con
    i sudditi, orgoglio ma pregiudizio, grandiosità ma anche sulla pelle degli altri, onestà personale ma corruttore suo malgrado a favore dei Governi centrali, accentratore e dominatore assoluto travolto dal suo stesso potere, innovatore ma casereccio. Mai approssimativo. Preciso, metodico, lucido nel suo delirio di onnipotenza.
    Questo è Bassolindo.
    Auguri, Antonio, ritorna quell'uomo d'onore che eri.
                   Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di LiberoReporter
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    Biagio s'n vo' i' e 'o Vescovo 'o vo' manna'

    di Bamboccione (16/02/2008 - 17:14)

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    Biagio s'n vo' i' e 'o Vescovo 'o vo' manna'

    di Giuliana D'Olcese

    Traduzione: la Mastella's vaiassa's Family (Biagio), licenziata da Berlusca, ('o Vescovo).
    Mastella va da solo? Benissimo sentenzia il Cavaliere dopo l'uragano di proteste scatenato a destra e a sinistra dalla incauta dichiarazione "A Mastella dobbiamo gratitudine per aver fatto cadere il Governo Prodi".
    Che poi proprio una faccia di tolla come Mastella se ne vada alle elezioni da solo "sua sponte" è la pietosa bugia con cui la politica usa rendere "l'onore delle armi" a chi, senza se e senza ma, si mette fuori dalla propria porta.
    Per il Cavaliere la Mastella's vaiassa's Family dell'UDEUR è impresentabile. Fa solo perdere voti considerando anche i 57 politici arrestati per attività mafiosa tra cui Pasquale Tripodi assessore UDEUR alle Attività produttive e al Turismo nella giunta regionale della Calabria.
    Ma a proposito di vaiasse, avete visto a Tetris La 7tv l'aria da zita sdegnosa-contegnosa e da grande offesa inalberata da "Donna Sandra"?
    Certo che con simili vaiasse erette a Presidenti del Consiglio Regionale la Campania e Napoli devono accendere un cero a San Gennaro se, ancora, non sono scoppiati colera, peste, tifo, vaiolo e lectospirosi.
    Con Tripodi & vaiasse non si va lontano, e il Cavaliere lo sa, si va dritti al Cutugno il manzoniano Lazzaretto del Sud.(),-)

    Tag: Mastella,Berlusconi,Elezioni,Lonardo,Udeur

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    Perder la poltrona

    di Bamboccione (16/01/2008 - 23:18)


    E adesso io vado via
    voglio restare solo
    con la Sandrona mia
    volare nel suo cielo
    non chiesi mai chi era
    perchè chiamasse te
    a te che fino a ieri
    eri moglie e nu rre!
    Perdere l'onore
    per un cellulare
    quando da Afragola
    un cravunaro fa incazzare
    rischi di impazzire 
    cominci a iastemmare
    Perder la poltrona 

    E avere voglia di morire  

    Lasciami gridare 
    steso sul mio letto  

    Diverrann sassate
    Tutti i sogni
    in gabinetto
    Li farò cadere ad uno ad uno
    forse è un torcimento d'intestino
    ma non son Cirino
    Comunque ti capisco
    e ammetto che approvavo
    facevi le tue scelte
    e lui cosa voleva
    e adesso che rimane
    di tutto il tempo insieme
    un uomo pien di sòle
    che ci ha scassato il pene (licenza poetica) 
    Perder la poltrona 
    quando si fa sera
    quando un furbacchione
    rompe l’UDEUR tutta intera
    provi a ragionare
    su stu die fetente
    fino a che ti accorgi
    che tu non  sei piu’ Clemente
    E vorresti urlare
    soffocare il cielo
    prendere a capate mille volte
    Don Antonio
    rompergli la testa per benino
    Dire è stato un colpo bassolino
    come  a Pomicino
    Perder la poltrona
    maledetta ASL
    che raccoglie i conti
    di gestioni immaginarie
    pensi che domani
    è un'ASL  nuova 
    ma ripeti non me l'aspettavo
    non me l'aspettavo
     

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    Bamboccioni dice no all'antimastellismo di maniera!

    di Bamboccione (16/01/2008 - 18:34)

     
    Difensor Fidei et familiae (cattolico e apostolico)....
     
      romano..
     
     PS
    Ricevo e pubblico alcune riflessioni da amici ..
    Enzo: Chi non è del Sud fa meglio a tacere perchè a Sud la politica si è sempre fatta cosi' e non cambierà certamente nei tribunali.
    Gennaro:
    Chi vo' male a Mastellon'
    o è nu strunz'
    o è pruvulone!
     
     
     

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