Salon Kitty

Nessuno avrebbe sospettato che dietro quella biondona dal ghigno inquietante si celasse l’inviato della nuova Sittenpolizei, la Buoncostume de Il Giornale. Ebbene il povero Beppe è caduto nella trappola e incautamente gli ha confessato tutto sul "Gottoro". Dopo Roehm, Von Blomberg e Galeazzo Ciano anche Beppe Grillo finisce nella rete dell'informazione Gestapo style, che contempla dossieraggi sulla vita privata degli avversari per annichilirli dal punto di vista psicologico e morale. Tutto cio' avveniva negli anni '30 a Berlino al numero 11 di Giesebrechtstrasse. La tenutaria delBordello a quei tempi non si chiamava Facci bensi' Kitty Schmidt e non lavorava al Giornale ma per la Gestapo.
Ecco il dossier di Facci.
Maghi della finanza e veri maghi

L'INFORMAZIONE ai nostri giorni è sicuramente sovrabbondante. Lettori e telespettatori sono bombardati da una mole di informazioni, dati ed avvenimenti, di cui è difficile capirne il senso complessivo. La lente d'ingrandimento su piccoli pezzi di realtà, invece di arricchire la capacità di comprensione e fornire una visione d'insieme, svia l'attenzione dai fatti concreti, quelli che influenzano la vita quotidiana di tutti noi cittadini. Cosi' mentre questa deità mostruosa butta fumo negli occhi con dibattiti sulle "riforme", con dotte dispute su laicità e sui massimi sistemi, i cittadini vengono privati di servizi essenziali, spoliati dei loro risparmi e defraudati dei loro diritti.
Inghiottiti dalla spirale perversa della informazione, controinformazione e disinformazione, i cittadini perdono la bussola e diventano vittime di piani di cui non ne capiscono la logica e il fine ultimo. Uno dei settori piu' ambigui dell'informazione è senz'altro quello dell'informazione finanziaria, che cambia opinioni e numeri da un giorno all'altro, senza dar conto a nessuno di questi cambi di rotta e senza che ci siano ragioni plausibili per questi rivolgimenti. In altri campi la magistratura ravvisa in un simile atteggiamento reati che vanno dall'abuso della credulità popolare, con sanzioni che fanno il solletico, fino a quelli piu' gravi di truffa ed altri ancora rubricabili sotto la dizione, atecnica ma onnicomprensiva, di ruberie. E invece pare che i dispensatori di notizie fasulle e tendenziose in questo campo non debbano mai rendere conto a nessuno.
Qualcuno ci dovrebbe spiegare, e lo dovrebbe spiegare nelle aule dei tribunali, il motivo per il quale Vanna Marchi e il mago di Arcella sono considerati soggetti meno affidabili di quelli che ammanniscono, propalano con ritrosia e poi a volte smentiscono, valutazioni e notizie finanziarie che inducono milioni di risparmiatori a bruciare i propri risparmi, mentre le vittime di maghi e veggenti in fondo non sono di più di qualche migliaio.
Parafrasando il baffuto Georgiano verrebbe da dire: una rapina è un reato, milioni di rapine rappresentano la congiuntura economica, o astrale, come direbbe il mago di Arcella.



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