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    La Campania ai rigori

    di Bamboccione (25/06/2008 - 16:47)

    di Vesuvio mon amour (e si', ha una metà germanica ..leggendo s'intuisce pure!)
    Tutto cominciò col salumiere con l'ossessione della confezione salvafreschezza...

    Per i cittadini della Campania il triplice fischio è gią nell'aria. In queste settimane di tempi supplementari e goals in zona Cesarini non resta che qualche scampolo di gioco in una partita spaventosamente brutta e già segnata nei primi minuti. La sconfitta è quasi inevitabile, resta aperto solo qualche spiraglio. Perché non si tratti di un cappotto di proporzioni tennistiche bisognerà fare appello a quel po' di senso della dignità che rimane nei tanti Campani "per bene", stufi di vedersi additare come campioni europei (o dobbiamo dire mondiali?) d'inciviltà. La sola contromossa che mi viene in mente consiste di due punti ugualmente irrinunciabili: da una parte la denuncia ferma e senza riguardi di sorta di chi, a tutti i livelli e impunemente, devasta, imbratta e avvelena aria, acqua e suolo della Regione o lascia, in un silenzio complice, che tali risorse vengano devastate, imbrattate e avvelenate, dall'altra un comportamento finalmente responsabile in qualità di consumatori di beni e di fruitori di servizi. Circa il primo punto, è inutile dire che la denuncia richiede sempre coraggio e spirito d'iniziativa ed è evidente che la questione va ben oltre i problemi ambientali. Noi Campani di fronte ai soprusi dovremmo imparare a saper rispondere alla domanda "Perché dovrei denunciare proprio  io?" con le parole "Non posso aspettare che siano altri a farlo al posto mio". In altri paesi, giustamente considerati più civili del nostro, ogni cittadino si sente chiamato non solo a rispettare l'ordine pubblico, ma anche a farlo rispettare in prima persona. Dovremmo  cominciare a sentirci responsabili non solo del mancato rispetto delle leggi, ma anche della mancata vigilanza sul loro effettivo rispetto. Non si tratta di riesumare uno spirito di delazione d'altri ancor più oscuri tempi, si tratta di costituire una "rete civica del buon vicinato", per così dire, attraverso la quale i cittadini si tutelino vicendevolmente e riescano a isolare le "pecore nere", rendendo loro la vita difficile e costringendole a rientrare nei ranghi con i soli strumenti della legalità. Resta inteso che il primo presupposto perché si diffonda quel coraggio civile che oggi manca è una maggiore fiducia nelle istituzioni deputate a far rispettare le regole e a tutelare i cittadini onesti.

    Quanto al secondo punto, quello relativo al nostro ruolo di consumatori e utenti responsabili, in Campania pił che altrove, č indispensabile che chi va a fare la spesa prima di ogni altra cosa valuti quale impatto avrà il suo acquisto sull'ambiente: dobbiamo imparare (e alla svelta, altri lo fanno da decenni) a preferire il prodotto con l'imballaggio più leggero (perché il cartoncino insieme allo jogurt? A che serve la vaschetta se il prosciutto è ben impacchettato? Sono proprio indispensabili tre strati d'imballaggio attorno a dieci merendine?) quello che ha richiesto il trasporto pił breve per raggiungere lo scaffale (Perché comprare acqua lucana se il supermercato mi offre ottime acque campane? E comunque, perché mai comprare acqua?), quello ottenuto con processi meno inquinanti o distruttivi, (comprare poco tonno – è in via d'estinzione – ma scegliere senz'altro quello pescato con metodi che risparmiano i delfini), quello che adotta tecnologie a ridotto impatto ambientale, quello realizzato dal produttore che fa del consumo etico ed ecosostenibile un punto irrinunciabile. E naturalmente noi cittadini campani dobbiamo fare rigorosamente la raccolta differenziata, evitare di tenere gli elettrodomestici in stand-by, portare l'auto a lavare il meno possibile (leggi mai), in una parola evitare ogni spreco. Solo così possiamo fare in modo che la sconfitta della Campania risulti più leggera o che addirittura, con uno dei soliti miracoli italiani, si trasformi tutto d'un tratto in un successo all'ultimo secondo.

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    Perder la poltrona

    di Bamboccione (16/01/2008 - 23:18)


    E adesso io vado via
    voglio restare solo
    con la Sandrona mia
    volare nel suo cielo
    non chiesi mai chi era
    perchè chiamasse te
    a te che fino a ieri
    eri moglie e nu rre!
    Perdere l'onore
    per un cellulare
    quando da Afragola
    un cravunaro fa incazzare
    rischi di impazzire 
    cominci a iastemmare
    Perder la poltrona 

    E avere voglia di morire  

    Lasciami gridare 
    steso sul mio letto  

    Diverrann sassate
    Tutti i sogni
    in gabinetto
    Li farò cadere ad uno ad uno
    forse è un torcimento d'intestino
    ma non son Cirino
    Comunque ti capisco
    e ammetto che approvavo
    facevi le tue scelte
    e lui cosa voleva
    e adesso che rimane
    di tutto il tempo insieme
    un uomo pien di sòle
    che ci ha scassato il pene (licenza poetica) 
    Perder la poltrona 
    quando si fa sera
    quando un furbacchione
    rompe l’UDEUR tutta intera
    provi a ragionare
    su stu die fetente
    fino a che ti accorgi
    che tu non  sei piu’ Clemente
    E vorresti urlare
    soffocare il cielo
    prendere a capate mille volte
    Don Antonio
    rompergli la testa per benino
    Dire è stato un colpo bassolino
    come  a Pomicino
    Perder la poltrona
    maledetta ASL
    che raccoglie i conti
    di gestioni immaginarie
    pensi che domani
    è un'ASL  nuova 
    ma ripeti non me l'aspettavo
    non me l'aspettavo
     

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    Il Piave di Pianura

    di Bamboccione (07/01/2008 - 11:05)

    La gente murmuriava,
    arrevutandosi al passaggio
    dei primi fanti mmiez' a 'sta munnezza;
    l'esercito marciava
    per raggiungere Pianura
    per coglier la inimica spazzatura...

    Muti passaron quella notte i fanti:
    nasi otturati e tutti con i guanti!

    S'udivan intanto in quella calda sera,
    miasmi, vaticini di colera.
    Sempre piu' forte si faceva quella brezza ,
    Pianura mormorò:

    «Purtateve 'a munnezza!»

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