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    Uè Silvio te sè grand!

    di Bamboccione (11/09/2009 - 15:25)

     

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    Ronde: tutti arruolati bandoleri e capinere

    di Bamboccione (23/02/2009 - 18:53)

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    Ebbene sì, io sono una ronda, ronda di terra e del web.
    Vuoi esserlo anche tu? Seguimi
     di Giuliana D'Olcese
    Due vecchie notizie che Stampa e Tv italiane si son ben guardate dal diffondere. E ce' credo che non ne scrivono, con Uolter e Pd come stanno messi...
    Le notizie: Daily Express 20 ottobre 2008, «50 milioni di lavoratori africani stanno per essere invitati in Europa. C'è una congiura per lasciar entrare 50 milioni di africani nell'Unione Europea» http://www.effedieffe.com/content/view/4915/183/
    Quella scomoda verità che nessuno osa dire a proposito di immigrazione e di razzismo http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=21521
    I politici che parlano di facile e rapida integrazione, non sanno quello che dicono. «Non volete immigrati? Mandate i figli a lavorare». www.ariannaeditrice.ithttp://www.effedieffe.com/
    Passiamo alle ronde di terra e del web
    Da parte Vaticana e della Cei si ha un bel prendere le distanze dalle dichiarazioni fatte da qualche alto prelato, ma sono prese di distanza tardive, non convicenti, quindi quanto scrivo lo mando a dire anche a Monsignor Marchetto segretario per il Pontificio per i migranti, al Vaticano, alla Cei, ad Avvenire ed a Famiglia cristiana che danno la netta impressione che per compensare le sempre più scarse vocazioni tra cittadini e cittadine dei Paese occidentali soffiano sul fuoco del razzismo e della xenofobia facendo così propaganda tra i Paesi sottosviluppati favorendone l'emigrazione selvaggia verso l'Italia.
    Se io avessi uno zietto o un nonnetto pensionati delle Forze dell'ordine mi sentirei rassicurata dal fatto che, se pur disarmati, veglino sul mio quartiere.
    E voi? Sono sicura di sì. Nessuna persona di buon senso, libera da pregiudizi politico-militonti a senso unico, direbbe no di fronte all'incalzare incessante di delitti, stupri, rapine, violenze sessuali, violenze al patrimonio comune, offese e sfregi ai monumenti d'arte, quartieri e strade insozzate da ogni sorta di rifiuti, di vetri di bottiglie rotte e abbandonate su ogni angolo di strada e su ogni finestra dei piani terra, insediamenti di clandestini, rom e rumeni che delinquono, cartoni, rifiuti ed escrementi umani sparsi ovunque a causa dell'immigrazione selvaggia che in Italia è stata permessa indiscriminatamente negli ultimi anni.
    Ogni città ne è devastata, ogni famiglia, ogni singolo cittadino ne è terrorizzato. Ora anche gli adolescenti vengono stuprati nelle pubbliche vie da extracomunitari e  rumeni per non dire di quelli che per non pagare l'affitto trovano normale ammazzare un italiano, farlo a pezzi, metterlo in una valigia per poi buttarlo in una discarica.
    E voglia a dire che la criminalità è uguale per tutte le nazionalità, questa è una carità pelosa, pro domo voto suo, perchè è provato statisticamente che la stragrande maggioranza dei più efferati delitti sono i rumeni a compierli.
    Avete letto l'articolo di Luca Ricolfi su La Stampa di sabato 21 Febbraio? Leggetelo, e certo è che La Stampa non è un quotidiano di destra. E laico grazie a Dio.
    Questo stato di cose di anarchia ed illegalità totali che ghermiscono e stringono in una morsa delittuosa e di lordume le nostre città lo dobbiamo ai governi centrali e locali "buonisti" che si sono succeduti in Italia. Ma governi "buonisti" -come per es. la Roma di Rutelli e Veltroni- al solo scopo di arraffare extracomunitari e comunitari come propri serbatoi di voti esponendo cittadini, consumatori ed esercizi commerciali ad ogni forma di violenze e di razzie, agli stupri, ai delitti contro il patrimonio pubblico e privato. Che a delinquere siano musi bianchi, neri, gialli, rom o rumeni vanno denunciati, e senza nefaste carità pelose.
    Personalmente mi ritengo una "ronda singol", e se tutti i cittadini dedicassero cinque minuti al giorno al benessere della propria città e del proprio quartiere l'Italia sarebbe un paradiso di legalità. Infatti dall'illegalità che noto girando la città alla criminalità in Rete non ne faccio passare una.
    Dall'insediamento abusivo di clandestini, dall'incuria delle istituzioni locali nel far rispettare leggi e regole, dai posteggiatori abusivi ai rifiuti non asportati dalle municipalizzate, dai tombini otturati alle carcasse di auto, moto e segnaletiche stradali, dalle buche alle lampade che mancano nelle strade fino ai clan malavitosi e mafiosi che svolgono commerci illegali li segnalo tutti via e-mail alle competenti autorità e giornali.
    Basta stare per strada con gli occhi aperti e quando ci si collega inviare le segnalazioni a chi di dovere. Certo, bisogna procurarsi gli indirizzi e-mail di tutti i soggetti interessati ma basta sfogliare l'elenco, telefonare e chiedere l'e-mail del comandante dei vigili, del questore, del sindaco, dell'assessore, del presidente di circoscrizione, dei ministeri di Interno e Giustizia ecc. ecc. ecc.
    Così per combattere il mare di spam commerciale, porno ed altro che riceviamo, denunciare le truffe informatiche ed il phishyng fino alle intercettazioni abusive di cui siamo oggetto. Senza tema di nessuno, neanche di qualche funzionario delle Fd'o corrotto. Per l'illegalità in Rete si fa cosi:
    Procedure, indirizzi di interesse pubblico e Forze dell'ordine a cui girare spam, e-mail fraudolente, phishyng, altro:
    Prendi gli header interni dell'e-mail, ma cosa sono gli header interni? Gli header interni sono la carta di identità del mittente, l'IP.
    E come si fa? Seleziona l'e-mail >tasto destro del mouse >si apre la cartella >vai su proprietà >seleziona il contenuto >copialo >apri l'email >vai sul tasto inoltra >incolla in alto gli header interni copiati.
    Alla voce Received from: copia il numero del secondo o terzo IP, vai su http://www.ripe.net/ripencc/pub-services/db/whois/whois.html, incollalo sulla casella, clicca su Search, copia e incolla sugli header anche l'inetnum fino alla sigla della nazione, >scorrimento e vai fino alla mail abuse del Provider, incollala nel campo A: o To:, aggiungi abuse e postmaster e-mail del proprio Provider, e se trattasi di phishyng, msg fraudolenti, links, virus o allegati infetti aggiungi sos@gat.gdf.it ; poltel.rm@poliziadistato.it ; sostituendo rm con la sigla del proprio capoluogo  phishing@hopone.net ; cams@fraudwatchinternational.com e se provenienti da false Poste italiane aggiungi info@poste.it ; postaff@poste.it
    Con gli attacchi informatici o intercettazioni telematiche, se si è installato un Firewall (oramai consigliato a tutti, grandi e piccini), stessa procedura ma solo per gli Avvisi di Alto livello: dopo aver copiato e incollato su una e-mail il Rapporto Info tecniche che trovasi cliccando sull'avviso alla voce Ulteriori informazioni, con il numero di IP trovato cerca il provider di connessione dell'hacker, copiane e incollane gli interi header e invia ad abuse, Garante privacy Garante@garanteprivacy.it e Forze di polizia internet. Con queste procedure ciascuno è in grado di dare un gran contributo al risanamento della Rete e grossi colpi alla criminalità on line.
                  Giuliana D'Olcese http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm
    Sul prossimo numero di Marzo di LiberoReporter «Una Repubblica fondata su Ferillopoli» Abbonamenti@liberoreporter.it - Sito www.liberoreporter.it

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    Tarantella beneventana

    di Bamboccione (15/02/2009 - 18:33)

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    Il nirvana di Silvio

    di Bamboccione (22/10/2008 - 17:43)


    Guascone, galante e macho come si voleva ogni giovanotto della provincia italiana dei tempi andati, Silvio B. rappresenta l’archetipo della quasi estinta gens italica, almeno quella stereotipata nell’immaginario dei nostri concittadini europei. E’ proprio per queste caratteristiche che, Silvio B., suscita simpatia nella maggioranza della popolazione italiana ed ispira quella stessa divertita indulgenza che ispiravano le «simpatiche canaglie» della famosa serie televisiva il cui titolo originale, “Rascals”, in dialetto pugliese renderebbe molto meglio l’idea del personaggio.  
     

    Se non fosse una figura istituzionale di punta, allo stesso tempo capo dell’esecutivo e forse l’imprenditore più importante d’Italia, sarebbe una gloria nazionale, ma - purtroppo per lui e per noi cittadini - ci sono mille e mille implicazioni e cautele da prendere quando nella stessa persona si sommano interessi personali e interessi generali col rischio, provato, che questi ultimi prendano il sopravvento. Silvio B. è un imprenditore. La sua impresa, come le altre, sta nel mercato e il mercato a sua volta fluttua nell’ambiente, intendendo quest’ultimo come contesto sociale, istituzionale e politico. Quindi, per usare un metafora buddista, l’anima individuale di Silvio B., il suo ”Atman  (cioè la sua impresa), si è confusa  completamente e indistintamente nel “Brahma” ambientale regalando a Silvio B. il suo “Nirvana” sociale. Altro che conflitto d’interessi, è una perfetta coincidenza! L’interesse del Paese e il suo interesse sono una cosa sola e non c’è ragione di non credergli quando dice che tiene molto al suo Paese. E’ così, anche se fino ad oggi nessuno l’ha ancora sentito pronunciare “L’Etat c’est moi”. Il resto è solo un contorno di nani e ballerine (tranne qualche raro profilo di rilievo nella compagine governativa.) A molti questo novello Buddha non piace, ma tant’è. Dicono i detrattori che in Europa e nel mondo guardano all’anomalia italiana con disappunto, come se dall’Italia questi si aspettassero altro che la “simpatica canaglietta” così ben tratteggiata dai maestri cineasti della commedia italiana (Dino Risi  docet). In realtà all’estero le vicende italiane, eccetto quelle calcistiche, interessano ben poco. Le TV di tutto il mondo parlano molto di più dell’India, della Cina e del Sudamerica, che delle baruffe di casa nostra. Del resto, a chi potrebbero interessare i battibecchi tra un Gasparri e un Casini? Perciò non facciamoci illusioni e non tiriamocela troppo. “Ma perché da voi all’estero…è poi così diversa la situazione?” Il “conflict of interests” , o per meglio dire la “coincidence of interests”, è in realtà una piaga mondiale, anche in tutte le democrazie o quasi-democrazie occidentali; nelle dittature è addirittura la norma. Più avanti faremo un piccolo cenno all’estero ma adesso, tanto per cominciare, diciamo che in Italia Silvio B. è in buona compagnia: sono centinaia gli uomini politici che sono banco e giocatore allo stesso tempo, e quando non lo sono visibilmente lo sono attraverso la loro “longa manus”, la sagrada Famiglia che comprende ascendenti, discendenti, collaterali, affidati, affiliati, agnati e chi piu’ ne ha… Poi bisogna tener conto delle migliaia, forse qualche decina di migliaia, che approfittano del loro ruolo per pilotare il gioco a loro vantaggio. Lo stesso predecessore di Silvio B. (Romano P.) era un personaggio di spicco della business community mondiale, con forti agganci in banche d’affari come Goldman Sachs (un insigne manager di questa banca, Costamagna, è stato un po’ il tesoriere di Prodi e la moglie Linda una sua finanziatrice), addentellati nei Rothschild (Rovati, banchiere di fiducia e suo consigliere - costretto alle dimissioni per aver fatto trapelare il progetto industriale ufficioso sulla Telecom - adesso è senior advisor per i Rothschild), per non parlare dei suoi collegamenti con le fondazioni bancarie, con gli enti pubblici economici e un po’ con tutto il retaggio dell’esperienza vissuta come boss incontrastato dell’IRI. Insomma, anche Romano P.  come Silvio B. era un uomo di “mediazione”. In ogni senso, incluso quello commerciale. Anche senza volare così alto, altrimenti facciamo la figura dei polli che si credono aquile, che dire di quella pletora d’Italiani che al fine di trarne vantaggi economici spende la credibilità e l’autorevolezza conferita loro da concomitanti e pregressi incarichi istituzionali nel nome della tanto vituperata Repubblica? Proviamo solo a quantificare economicamente il prestigio accumulato da ex funzionari apicali dello Stato come un ex ambasciatore: faccio l’esempio di Sergio Vento, non per un interesse particolare ma perché ho appena letto la notizia  che costui, forse anche in virtù del precedente ruolo oltre che della sua bravura, è stato nominato senior advisor (termine molto in voga ultimamente) di uno dei più importanti studi legali e fiscali del mondo, di quelli che si occupano di finanza ad altissimo livello, di privatizzazioni ecc.. A voler essere malevoli verrebbe da malignare che le feste fastose degli ultimi scampoli di carriera di alcuni alti funzionari - che hanno svolto il loro magistero o ministero in campo esecutivo, legislativo o giudiziario -  tenute nelle prestigiose sedi governative, diplomatiche o comunque pubbliche, potrebbero essere state prodromiche della successiva carriera (ma non sarebbe più giusto, dopo l’abbandono della carica o dopo il pensionamento, un periodo di stasi, con una sorta di clausola di non concorrenza per qualche anno? O comunque non potrebbero porsi dei limiti alla spendibilità della esperienza acquisita in settori vitali dello Stato?). Più banalmente, vogliamo parlare del caso del professor Sapientoni direttore della prima cattedra del policlinico Fatevifattivostrifratelli? Quanto inciderà sulla parcella  un roboante titolone del genere?  Del resto non c’è molto da meravigliarsi se persino nella ex patria del comunismo, nei paesi dell’ex URSS, i medaglioni ciondolanti dalle giubbe di militari e burocrati del PCUS sono ormai da tempo convertiti in moneta sonante. “Last but not least” vogliamo solo nominare, senza indagare troppo perché si tratta di un beniamino, un vero e proprio “untouchable” della comunità finanziaria mondiale, il governatore di Bankitalia Mario Draghi, “sleeper manager” della Goldman Sachs? Non basterebbero l’enciclopedia britannica e la Treccani per enumerare i casi di conflitto… pardon “coincidenza d’interesse”. Torniamo all’estero. E’ così diversa la situazione dagli Appennini alle Ande, dal Manzanarre al Reno? I giochi all’estero sono tutti improntati al “fair play”?  Insomma.. Basti pensare a Gerhard Schroeder che lavora per Gazprom a un’enorme infrastruttura che porterà il gas in Germania passando per il Baltico;  a Tony Blair che lavora per JP Morgan come senior advisor. La JP Morgan è una di delle banche d’affari più importanti del mondo, una di quelle che nella “crisi” attuale dei mercati gioca un ruolo di primo piano, e come se non bastasse ora potrà giovarsi delle preziosissime consulenze di Tony e della sua immensa esperienza (come dice la nota ufficiale diffusa in occasione della sua  nomina) di primo ministro; a Reginald Bartholomew ex ambasciatore degli USA che da ambasciatore ci rappresentava la necessità di aprire l’Italia alle privatizzazioni, (quelle tanto avversate da Sergio Castellari, direttore generale del ministero delle partecipazioni statali finito tragicamente suicida) e che in seguito sarebbe diventato ambasciatore per la Merril Lynch in Italia nonché membro del consiglio di amministrazione di due dei gruppi italiani che hanno fatto ma bassa nelle privatizzazioni all'italiana: la Pirelli, che s’è pappata la Telecom, e l' holding di Benetton che ha cannibalizzato le autostrade italiane (sarà per rispetto a His Excellency  che Autostrade ha mutato la sua denominazione in Atlantia? Chissà, potrebbero esserci ragioni geopolitiche, forse un nuovo “patto atlantiaco”.    Deh, che dire? Come diceva la nonna di Urbano “tutto il mondo è paese”.Siamo in buona compagnia, dunque, però quello che più ci fa paura è che mentre altrove almeno se ne parla, qua da noi la “freedom of speech” (libertà di parola) non è tanto garantita. Ma in fondo, servirà a qualcosa parlarne? Noi speriamo di sì.

    Tuttavia in Francia  - opinerebbe qualche ben informato che non legge solo il Corriere dello sport e i giornali nostrani - anche Sarkozy ha fatto delle epurazioni in TF1, la rete nazionale. Pare che dopo un’intervista irriverente in cui aveva osato contraddire Monsieur le Président, un giornalista di punta e di lungo corso del telegiornale, paragonabile per celebrità a un nostro Vespa - ma a differenza di questo non ossequioso rispetto al potente di turno -, è stato se non cacciato dalla prima serata almeno spostato d’imperio ad altro incarico (e sì Monsieur le président s’était faché ). Che dire poi delle vacanze che Monsieur le Président si fa sugli yachts dei suoi amici come quello da sogno del finanziere Bolloré? E pensare che Sarkozy aveva cavalcato l’onda di protesta popolare della Banlieue parigina! Dopo l'elezione, invece, i suoi amici sono rimasti soprattutto i Lagardère, gli Arnault, i Pinault, tutti oligarchi della République e padroni della “Presse”. E allora che dobbiamo fare? Finché possiamo, parliamone nei blogs fino a quando il prossimo Tycoon non avrà comprato le piattaforme di comunicazione in internet, i siti di social networking (Rupert Murdoch già l’ha fatto, gli utenti di Myspace sono avvisati...) e i nodi di telecomunicazione. Per ora possiamo solo essere schedati ( o forse lo siamo già?). “For which purpose?” si chiederà qualcuno. Chi lo può sapere! Che sia per gli X files o per X factor fa lo stesso.

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    Our Gang!

    di Bamboccione (17/10/2008 - 15:15)

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    Madame de Pompadour

    di Bamboccione (12/07/2008 - 16:30)

    Giuliana D'Olcese ci invia un'opinione sulla nota (o quasi) vicenda che riguarda la presunta tresca tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna. L'autore del contributo ritiene che le intercettazioni, in questi casi, violino la privacy delle persone, anche se si tratta di politici e, in quanto tali, soggetti al giudizio dei cittadini elettori. Segnalo che ci sono persone che la pensano in maniera completamente opposta. Dino Cofrancesco, autore del'articolo che segue, afferma che un comportamento moralmente riprovevole  non necessariamente implica un reato (anche se nella fattispecie qualcosa di "penale"..) e che certi giudizi moraleggianti sui rapporti sessuali altrui andrebbero banditi perchè sono contrari ai principi di uno Stato liberale. Tuttavia, dico io, pur concedendo che non ci sia stato nessuno scambio tra prestazione sessuale e il posto di ministro - ed è la tesi per la quale propendo ad occhi chiusi, anche perchè mi sembrerebbe un compenso troppo elevato e discriminatorio rispetto ad un'ordinaria ragazza di strada- questa affermazione mi lascia perplesso e m'induce ad una decisa obiezione contro questa tesi, soprattutto perchè siamo in presenza di un politico che ha ricevuto un imprimatur da Oltretevere e in qualche modo ne seguirà le direttive, per opportunismo o per convinzione, su questioni esiziali come quelle concernenti la vita e la morte dei cittadini (ci ricordiamo del problema della ricerca sulle staminali & co? dell'eutanasia e compagnia bella?). Comunque Bamboccioni non giudica e non fa la morale, semplicemente problematizza, e se qualcuno ha valide ragioni.. is warmly welcomed. Buona lettura. 

     

    Ultima stazione della destabilizzazione su internet
    di Dino Cofrancesco per 'il Secolo XIX'

    «E fu così che dalla Razza padrona, passando per la Razza ladrona, il Popolo italiano si ritrovò nella Razza scopona. Un bel salto di qualità giuridico, politico, economico, umanitario. Non vi pare?». E' il divertito commento che il blog di Giuliana D'Olcese Movimentiamoci.it ha dedicato alla bomba delle intercettazioni telefoniche sospesa sul presidente del Consiglio e che un decreto governativo dovrebbe disinnescare, impedendone la pubblicazione sui giornali - un decreto in parte inutile - giacché sarà poi difficile oscurare il pompingate su Internet. Se è vero quanto riportano le indiscrezioni sulle vanterie erotiche del premier, il prestigio di quest'ultimo, agli occhi di molti italiani, anche di quelli che l'hanno votato, ne esce appannato. Si sa che gli uomini di stato non sono tenuti ad essere stinchi di santo e che tra le tentazioni del potere c'è anche quella di portarsi a letto le più belle donne sulla piazza. E' noto che John Kennedy insidiò tutte le star che gli capitavano a tiro e che raramente incontrava sdegnosi rifiuti, gli andò male solo con Sofia Loren. Ciò che colpisce, invece, nel caso italiano è che a prestare certi servizi non siano state segretarie o stagiste -come Monica Lewinsky- ma figure istituzionali del più elevato grado.
    E' uno scandalo al quale le ministre coinvolte non possono reagire con un'alzata di spalle, lasciando cadere dall'alto «è tutto gossip» e fingendo di ignorare il sospetto, incancellabile nell'opinione pubblica, che le loro designazioni agli alti incarichi siano dipese da privatissime performance.
    Come non pensare, nella città di Pasquino, al romano de' Roma trucido e sboccato che scorgendole, in una manifestazione pubblica, non si lascerà certo scappare un: «A sora ministra perché nun ne fai uno purammé?».
    A questo punto, sarebbe loro dovere dare le dimissioni come sarebbe dovere del premier quello di giustificarsi di fronte agli italiani. Detto questo, però, bisogna stare bene attenti, se si ha davvero a cuore la 'civiltà liberale', a non confondere, il piano morale, lo 'stile' di un uomo politico, che può essere tanto discutibile da far pentire gli elettori di avergli dato fiducia, col piano giuridico, che rinvia a precise responsabilità penali. Avere rapporti sessuali con le proprie colleghe, se consenzienti, non è un reato e lo 'scambio illecito (letto contro poltrona ministeriale) non è scontato. In una società aperta, come ho ricordato più volte, etica, diritto, politica, religione, scienza etc. sono sfere autonome e distinte e solo un questurino riciclato come capopopolo può cancellare le differenze tra pessima condotta e reato. Se la vita privata di Berlusconi è sicuramente riprovevole, la guerra spietata che da tempo gli stanno facendo certi settori della magistratura ingenera una vera e propria angoscia per le sorti dello stato di diritto.
    Si ha la netta impressione, infatti, che la consegna delle intercettazioni ai giornali faccia parte del piano strategico dei falchi delle Procure per «sfasciare» una volta per sempre l'uomo di Arcore. Incattiviti dalla schiacciante vittoria elettorale del PDL, i redivivi Catoni hanno deciso di mobilitare i loro referenti parlamentari, i loro giuristi - generosamente ospitati su Repubblica, su MicroMega, su L'Espresso e, tra poco, anche su ''Famiglia Cristiana''-, i loro filosofi morali, i loro sociologi, i loro opinionisti nella santa crociata per la totale delegittimazione etica e politica del Cavaliere. Non c'è disegno di legge proposto dal centro destra, pertanto, che non attivi, con il loro incoraggiamento, un coro di indignazioni e di proteste, anche quando si tratta di istituti scontati nelle più antiche democrazie euroatlantiche, la separazione delle carriere e la immunità per le quattro più alte cariche dello Stato. Sennonché, caduta nel vuoto la martellante denuncia dell'illegalità di ogni azione governativa, grazie anche ai severi richiami di Giorgio Napolitano, e fallito il recente tentativo di attribuire al fido CSM la competenza sulla costituzionalità di leggi e decreti, ai registi della destabilizzazione resta l'asso nella manica del sipario sollevato nella camera da letto del nemico pubblico n.1. Il sesso orale, però, non è un reato mentre il potere rivendicato da certi tribunali di spiare le ''vite degli altri'' alla ricerca di prove di colpevolezza, prefigura, esso sì, uno «stato di polizia» che solo i «garanti della privacy» all'italiana si rifiutano di vedere (anche perché, se decidessero di aprire gli occhi, addio ben retribuite collaborazioni giornalistiche, interviste a getto continuo, inviti nei salotti televisivi di Giovanni Floris, Michele Santoro, Fabio Fazio etc.!). Berlusconi spesso parla «pro domo sua» ma quando afferma che, in Italia, la 'legittimazione democratica' viene oggi minacciata dalla 'legittimazione giudiziaria' mostra un senso della realtà che Walter Veltroni, sempre più dipietrizzato, sta smarrendo quasi del tutto.

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    Turlupinator

    di Bamboccione (05/07/2008 - 18:54)

    3,5 milioni di "costituenti" per il Partito Democratico non gli sono bastati e Walter ha deciso di rilanciare portando in piazza  5 milioni di "ricostituenti"  per una prova di muscoli contro Silvio Berlusconi. Pare che uno sprovveduto cittadino che aveva votato PD alle ultime elezioni gli abbia chiesto: "Che dovemo da dimostrà? T' amo dato i voti pe dimostrà in parlamento, ma tu nvece de dimostrà là, dov'è piu' giusto, ce porti a fà il giro dei 7 colli e poi ce fai firmà! Ma pecchè dovemo da firmà? E pecchè te metti a nciucià ner transatlantico e poi ce vieni a prende pei fondelli?"

     W: "A regazzi' nun lo volete capi' che i numeri so' importanti? Sapete come diceva il vecchio motto dell'ISTAT? Nun lo sapete? E po' ve lagnate pecchè nun arrivate a fine mese! Vo dico io, vo dico: "Numerus rei publicae fundamentum" (i numeri sono alla base della repubblica). Ce semo spiegati? Piu' ne semo, piu' famo numero, e piu' famo numero piu' semo forti! A ciascuno il suo: voi fate numero, io invece li do. Te saluto!"

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