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    Misteri in casa Telecom-GDO

    di Bamboccione (09/11/2007 - 11:36)

    Chiamo Telecom,
    Stampa, Corsera, Unità e Tavola rispondono
    Grazie egregi direttori Anselmi de La Stampa, Mieli del Corsera, Padellaro de l'Unità, e Bordin di Radio Radicale
     
    Adamo Bove, la scia di sangue delle intercettazioni illecite
     
    Inchiesta de Magistris: «Le connessioni con l'inchiesta degli spioni di Milano emerse tra l'inchiesta di Catanzaro e altre indagini in corso presso le Procure di Milano, Reggio Calabria e Salerno. In particolare su quella milanese sul presunto spionaggio illegale».
    Scrive oggi il Corsera www.corriere.it
    Per inchieste milanesi leggi l'inchiesta sulla morte di Adamo Bove trovato cadavere sotto un cavalcavia di Napoli, sulle intercettazioni illecite di ex funzionari e manager di Telecom come Tavaroli, Ghioni ed altri del «Tiger Tim», su Cipriani patron dell'Agenzia investigativa Polis d'Istinto, ed altre, su Mancini già numero due dell'ex Sismi e su altri ex funzionari dei SS.
    *****
    Le centinaia di lettere ricevute dagli Appennini all'Etna seguite al commento all'articolo di Giuseppe D'Avanzo, «D'Avanzo, La seconda che hai detto», diramato la sera del 31 ottobre, giorno in cui è apparso su Rep l'articolo di D'Avanzo, fanno capire cosa, veramente, pensa la "gente" sulle vicende dei Pm Forleo e de Magistris.
    Commenti che, per la maggior parte, le Redazioni "cestinano". «Chi tocca i fili muore» dice il Pm Forleo ma né de Magistris né la Forleo arretrano. Fanno strabene. Fanno il loro dovere perchè, certi «eventi», quando non provenienti da organizzazioni ambiente mafiosi, come nel «caso» di Adamo Bove, non si fermano davanti a niente. Solo davanti al clamore ed alla grande notorietà dei personaggi presi di mira, purtroppo.
    A che punto è l'inchiesta sul «"suicidio" di Adamo Bove»? Così, nei giorni della sua morte, virgolettavano i cronisti dei maggiori quotidiani.
    Tutto archiviato da quanti fanno cronaca e opinione pubblica? E dove era, o è ancora, collocato «il grande orecchio di Telecom detto SuperAmanda»?
    Dimenticato anche questo? Quali i «grandi managers, supertecnici, superesperti dell'hacheraggio telematico» erano i responsabili del «Cnag» Centro nazionale di ascolto per le intercettazioni legali ordinate dalla magistratura, il centro in grado di intercettare e-mail ed ascoltare telefonate fisse e mobili, via Voip, fax, Sms?
    Capo del Cnag era Tavaroli. Chi, detenendo il 18% di Olimpia, a quel tempo era presidente e padrone di Telecom? Marco Tronchetti Provera.
    Chi l'Amministratore delegato? Carlo Buora.
    E chi fu spiato con un Trojan dal «Tiger Tim»? Vittorio Colao, Amministratore delegato di Rcs proprietaria del Corriere della Sera.
    E quali «grandi managers, supertecnici, superesperti dell'hacheraggio telematico» erano i responsabili del «Sistema Radar»?
    Le intercettazioni telematiche fatte con IP falsificati, anche di Telecom Brasil e dell'Enav, su utenti non solo Telecom ma di tutti i maggiori providers come Libero, Tiscali, Virgilio, Fastweb ecc, quali erano i funzionari che le commissionavano agli hackers del «Tiger Tim»? Una "catena della felicità" a monte di Tavaroli che, passando da Cipiani e dal «Tiger Tim» di Ghioni, si snodava fino ai medi e piccoli providers corrotti ai quali erano dati in appalto i tabulati e si commissionavano intercettazioni illecite.
    E chi forniva il «Programma ezmlm» per inoculare con le Mjilinglist i virus Trojans nei pc degli intercettati ed asportarne il contenuto come fatto dal «Tiger Tim» con i Trojan infilati via allegati e-mail nei pc di managers e giornalisti del Corsera?
    Chi ha scritto nel libro «Il baco del Corriere» «Unipol-Bnl, questione morale o di potere?»
    Il vicedirettore del Corsera, Massimo Mucchetti che ebbe un attacco informatico analogo a quello, riuscito, subito da Vittorio Colao.
    Il Tavaroli ora tutto casa chiesa & pesca, alias "anche Gesù fu abbandonato" era il capo della «Security» Telecom ma, nelle interviste date oggi a La Stampa e all'Unità, se l'è dimenticato... www.lastampa.it  -  www.unita.it.
    Dice Tavaroli all'Unità e a La Stampa: «Io non mi sento un mascalzone, ogni pratica svolta dal mio ufficio aveva un committente interno. Ho lavorato sempre e solo per il gruppo (Telecom Pirelli) e per il suo management. Da Tronchetti Provera mi aspettavo più coraggio nel difendere le sue scelte organizzative fatte da lui e da Buora.
    Tutti si dimenticano che ho servito lo Stato per 10 anni come carabiniere». Alla domanda "Ma i vertici della sua azienda quanto sapevano delle attività di intelligence del suo ufficio?" Tavaroli risponde: «La risposta è semplice: visto che le informazioni non erano per me, per chi erano? Ogni pratica aveva un committente interno».
    Due domande a Tavola: Cosa pensa, da vivo e vegeto, e da neo scarcerato, della morte del suo collega Adamo Bove?N
    O Tavola, oramai, pensa solo a casa chiesa e famiglia e alla pesca in quel di Torre d'Isola?
    Tavola come spiega che da quando hanno cominciato ad entrare in galera lui e taluni suoi collaboratori la Rete, da che si navigava in un oceano in tempesta, si è subito andata calmando fino a diventare una tavola piatta in cui si naviga come nel burro? Ma quale cacchio di «Security» era la sua?! 
    Ora, egregi direttori, D'Avanzo, Bonini, Gomez, Biondani, Marsiglia, Ferrarella, Ruotolo, Colonnello, Giacalone, Giannino e tanti altri stimati giornalisti, sappiamone di più sulla morte di Adamo Bove. O No?
            Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet 
                      Tutte le Note, le lettere e i principali articoli sulla Spy Story di Telecom&Co sono su
                             www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol.htm

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