I Vicerè cacio sui maccheroni dei Vaffa-day-Giuliana D'Olcese
di Bamboccione (14/10/2007 - 12:12)

*I Vicerè il cacio sui maccheroni dei Vaffa-day*
Sepolti dai Sepolcri imbiancati di media & politici
scendono in campo i giovani
Lo scandalo nello scandalo del Comune di Roma? Il rifiuto di Veltrozzio & C al film I Vicerè
Parlamento pulito hanno invocato centinaia di migliaia di giovani facendo incazzare, e tremare, politici e palazzi
Da Novembre tutti al cinema a vedere il padre del Vaffa-day!
Arriva il cacio sui maccheroni: «I Vicerè», il capolavoro letterario di Federico De Roberto. Il film che Luchino Visconti ne' altri registi riuscirono mai a realizzare.
Con la regia di Roberto Faenza, i costumi del premio Oscar Milena Canonero, Lando Buzzanca e Alessandro Preziosi nei rispettivi ruoli del principe padre l'uno, l'altro del figlio Consalvo, giovane dalle idee rivoluzionarie ed ultimo erede della casata degli Uzeda di Francalanza discendente dei Vicerè di Spagna, che si trova ad affrontare la fine del Regno dei Borboni e l'Unità d'Italia. «i Vicerè», fedele allo spirito laico del celebre affascinante romanzo, denuncia privilegi e scandali delle «Caste» del tempo, il Potere politico, lo Stato, la Chiesa.
Teatro la Sicilia dell'ottocento, è il primo Vaffa-day dell'era moderna quindi, non a caso, l'opera di Faenza, on line su «YouTube i Vicerè», è stata rifiutata dal Festival del Cinema di Roma presieduto dall'onorevole Goffredo Bettini, detto «er capoccia» e longa mano tuttofare dell'onnivoro sindaco Veltrozzio leader del PD che, semper fidelis alla sua nota tradizione di forsennato lottizzatore, dopo Fabiani nel Cda Rai, nel Cda del Festival c'ha infilato pure Pietro Calabrese, detto «er maneggione», ex direttore di Messaggero e Panorana. Il rifiuto opposto al film dalla combriccola veltrozziana, è l'ennesimo scandalo del Comune «Modello Roma» detto «scandalo continuo».
«Walter a pranzo con l'operaio, a cena con Afef», scrive la Stampa.it. E Gian Antonio Stella: «Nei Vicerè l'Italia dei trasformisti». I Trasformisti
Per le idee attualissime tipo «Destra, sinistra, oggi non significano più niente» espresse dal giovane Consalvo durante il suo memorabile comizio, «I Vicerè» è il film che i politici fuggiranno e la Chiesa attaccherà per le scene notturne nel Monastero di Catania, ove i giovani siciliani del tempo erano inviati a studiare e dove la notte i benedettini ospitavano le loro donne. «I Vicerè», o «L'impietosa autobiografia di uno Stato», titolo con cui il regista avrebbe voluto chiamarlo, è destinato a sollevare le polemiche dell'Italia dipinta da Beppe Grillo. Per i trailer-maker con «I Vicerè» nasce «Crea il tuo trailer per i Vicerè». Ed ora veniamo ai giovani.
Protagonisti degli eventi che da un po' scuotono istituzioni, politica & media, sono i giovani. Centinaia di migliaia di giovani che si son desti e che, c'è da sperare, divengano milioni. Giovani marchiati a fuoco come «Bamboccioni» dal ministro (!) Padoa Schioppa che inferociti per tanto ministerial cazzeggiare, si vendicano sul
Blog Bamboccioni.net. E' La V-Generation, (felice definizione di Monica Guerzoni del Corsera) che come da copione i Sepolcri imbiancati del potere mediatico & politico hanno finto, e tuttora fingono, di non vedere, non sentire, non registrarne l'esistenza rendendone note le legittime istanze, i programmi, di segnalarsi come futura classe dirigente. Giovani di cui servirsi per la propaganda, ma giovani usa e getta.
Cancellarli dall'opinione pubblica e dal Paese come inquietanti fastidiosi fantasmi è da sempre la perversa complicità tra politica & media che ne parlano e ne scrivono soltanto in merito a droga, stragi del sabato sera e via con il noto armamentario funerario-bacchettone-strappalacrime.
A partire dai giovani studenti che da Padova hanno raccolto in tutta Italia decine di migliaia di firme contro la restaurazione degli esami di riparazione, chi ha sentito dai Tg o letto un intervento di uno solo delle centinaia di migliaia di giovani che hanno partecipato ai recenti eventi demonizzati come «antipolitica»?
Vissuti e cancellati come inquietanti fantasmi i giovani calabresi e napoletani che nel corso di Annozero hanno detto finalmente no a ndrangheta, camorra, politici collusi e a quei magistrati, diciamo acquiescenti, raccogliendo 100.000 firme sfavorevoli alle misure disciplinari contro il giudice Luigi De Magistris chieste al Csm da certe toghe dell'Anm e dal ministro Mastella.
Per Francesco Merlo, che da La rincorsa del Palazzo li rimuove come innominabile tabù, sovversiva e volgare la travolgente marea (dei giovani.ndr) che ha fatto tracimare le piazze d'Italia del Vaffanculo-day di Beppe Grillo. Piazze con cui «si sta perpetrando sui cittadini un'altra truffa cercando di far passare per sovversiva «antipolitica» il malessere popolare del quale il successo di un libro (La Casta) e di un comico (Grillo) sono solo la spia degli sprechi di uno Stato ipertrofico» scrive Piero Ostellino.
Per Tv e stampa comparse reggibandiera i giovani di ogni regione che hanno affollato la Convention dei Circoli delle libertà. Si sono sgolati «i giovani azzurri», ma invano: i volti visti in Tv, le voci riportate dalla stampa sono voci settantenni e quarantenni. Sono le voci dei Patron politici.
E che fine hanno fatto «i giovani rossi» del neonato PD? Spariti. Ingoiati da Polifemo-Veltrozzio. Trasferiti agli inferi d'ufficio.
Minacciosi ectoplasmi le nutrite rappresentanze trasversali dei giovani che in ansia per il loro futuro rivendicano la riforma delle pensioni animando dal Nord al Sud raduni e piazze di Decidere.net. Giovani non in riga con la militanza ad uno schieramento, quindi, notiziola da relegare nelle remote pagine dell'economia.
Liquidati da politica e media come «antipolitica», invece, questa rinata Agorà è politica a 360 gradi. Ma che siano i giovani a farla, e con i loro stilemi, non è tollerato dai Sepolcri imbiancati del potere mediatico & politico. Tremano. Danno in escandescenze al venir meno dell'egemonia finora esercitata sulle masse. Masse che non controllano più. Masse che, finalmente, si sono ribellate alla strage politica che soffoca e annulla le meritocrazie ed allo scandalo con cui politici e media governano e informano. Masse che hanno espresso rabbia e frustrazione verso criminalità e immigrazione incontrollate finora sottovalutate. Masse che hanno urlato contro una giustizia il cui ministro «ignora» che in Italia esistono numerose Carceri confortevoli e moderne ma disabitate che vanno in malora con un danno alla collettività di miliardi di euro. E ciò mentre si fanno indulti per il sovraffollamento e le condizioni disumane in cui versano le Carceri in funzione.
Che l'«ignoranza», do' ministro 'e Ceppaloni House Tutti da Clemente il sabato sera sia una forma antjettatoria visto che proprio da De Magistris è inquisito con Prodi nell'inchiesta «Why not»?
Ministro ignorante della Costituzione, che parla a vanvera, infila strafalcioni uno via l'altro e dichiara «in Italia non si costruiscono Carceri da vent'anni, il mio ministero non ha i fondi per farlo» provocando l'unica domanda possibile davanti a tanta ministeriale «ignoranza»: Quali interessi politici, quali imprese, quali amici, quali amici degli amici, quali affari inconfessabili si nascondono dietro tanta ignoranza? Quali trame, quali finanziamenti, e a chi, si celano dietro la tracotante disinformazione verso i contribuenti le cui tasse sono state impiegate per costruire quelle Carceri mai adoperate? Cui prodest?
Giovani magistrati sovversivi, e secondo i Sepolcri imbiancati da zittire, sono la Forleo e De Magistris YouTube - Forleo e De Magistris: 'Isolati e minacciati' che, nell'interesse della collettività, indagano per «scoperchiare le pentole del potere e della corruzione politica esistente nel Paese» comprese certe toghe che in cambio di favori non disturbano i manovratori degli affari sporchi. Allora, ben venga la Vaffa-Generation delle Forleo e dei De Magistris. Altro che la nota giudicessa romana, detta «la mediatica», maestra in processi ricchi mi ci ficco e nel «bucare» i media a suon di provvedimenti urgenti abnormi, miliardari, e di scandalose sentenze il cui fine appare spasmodico esibizionismo.
Giovani e attempati giornalisti - sadici maniaci secondo i Sepolcri imbiancati del potere mediatico & politico - sono i Sartori, Travaglio, Rizzo e Stella, Ruotolo, i Santoro, i Barenghi, la Spinelli Il vero antipolitico? E' il palazzo che affamati di piazze, sangue e forche «perseguitano» i poveri politici, i ministri affaristi, i furbetti dei Palazzi e delle banche, spioni e vertici di Telecom collusi col Palazzo e con pezzi deviati dei Servizi segreti.
Un Paese corrotto e gerontocratico com'è il nostro può prosperare e soddisfare le moderne esigenze di 58 milioni di abitanti? No. Proprio no.
Quindi si faccia spazio alle Vaffa-Generations non rassegnate a tanto sfacelo istituzionale, sociale, morale e materiale. Con i mezzi di comunicazione disponibili si può.
E si deve. Facendo ciascuno la sua parte perchè, finora, gli italiani hanno dormito e si son fatti fare fessi oltre il consentito anche alle bestie.
L'aria che tira è favorevole, lo si percepisce dalle esche lanciate, certo non per improvvisi soprassalti di democratico pluralismo ma per disperazione, da politici & media con offerte di «siti interattivi, blog e forum dove porre domande e ottenere risposte da politici e giornalisti». Cappero! quanta grazia!
Politici & media sono a caccia di spettatori e lettori, quindi elettori, trasmigrati in massa su Internet per l'informazione pluralista e corretta, la visibilità, l'interattività e la miriade di notizie brevi ma esaustive che offre la Rete mentre stampa ed etere ci sommergono di insopportabili lenzuolate con gli eterni mamozzi protagonisti del vacuum politico e cancellando miriadi di realtà che si muovono nel Paese. Giovani compresi.
L'offerta speciale di «dialogo e interattività con la società civile» è iniziata da Mastella (e te pareva...) poi dal Tg1 che con un «ragazzi, non era mai successo che in un Tg1 il governo venisse criticato» il direttore Riotta si è messo il suo fiore all'occhiello. Fiore di cui, però, s'è accorto lui e qualche giardiniere di Viale Mazzini.
Al Tg1 sono seguiti a ruota Corriere della Sera, Tg2 e il leader di AN Gianfranco Fini ed altri arriveranno offrendo «dialogo e interattività» con la brutta e cattiva, e odiata, società civile. La quale, finora, nonostante il ricco paniere offerto dal mercato della democrazia, la si continua a vedere e sentire soltanto nella parte di ali di folla, folla vociante o silente, attorno alle gazzelle o alla Procura di Garlasco. E attorno a contorni e dintorni.
Giuliana D'Olcese quota rosa di Internet e di LiberoReporter mensile di politica, costume, attualità. In edicola € 2
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