Scusarmi? E di che?
di Bamboccione (01/07/2008 - 16:31)
Ultima bagarre della nostra inconcludente politica (con rare eccezioni) è quella suscitata dall'epiteto col quale Antonio Di Pietro ha apostrofato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riferendosi alle note vicende delle intercettazioni:
magnaccia! C'era da offendersi per questo? Diciamo che Berlusconi avrà fatto milioni di cose buone e altrettante ne farà in futuro per il Paese, ma se quello che abbiamo letto è vero, e se le trascrizioni delle intercettazioni sono fedeli, pensiamo che ci sia poco da indignarsi per la scelta lessicale del molisano montenerino. Tutt'al piu' per i palati fini e per i sofisti possiamo dare un paio di suggerimenti alternativi: lenone? prosseneta? I piu' rozzi potrebbero ricorrere al lessico idiomatico: pappone, ricuttaro etc.etc.
Anton ben Bisach (Antonio di Bisaccia)
Bibbia, dal libro di Yehoshua ben Sirach (Siracide) capitolo XIII
Chi maneggia la pece si sporca, chi frequenta il superbo diviene simile a lui. Non portare un peso troppo grave, non associarti ad uno più forte e più ricco di te. Come una pentola di coccio farà società con una caldaia? Questa l‘urterà e quella andrà in frantumi. Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi. Se puoi essergli utile, approfitterà di te; se hai bisogno, ti abbandonerà. Se possiedi, vivrà con te; ti spoglierà e non ne avrà alcuna pena. Ha bisogno di te? Ti imbroglierà, ti sorriderà e ti darà una speranza, ti rivolgerà belle parole e domanderà: “Di che cosa hai bisogno?”. Ti farà arrossire con i suoi banchetti, finché non ti avrà spremuto due o tre volte. Alla fine ti deriderà; poi vedendoti ti eviterà e scuoterà il capo davanti a te.
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