Archivio Dicembre 2008
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Guaio e' nott!
di Bamboccione (18/12/2008 - 16:59)
2009: Per non dimenticare Why not
Quale Giustizia? Quali Pensioni?
Quali Progressi? Quali Regressi? Quali Risparmi?
E l'abolizione delle Province?
di Giuliana D'Olcese Quota rosa di LiberoReporter
Il marcio nella magistratura. Aumenta la sfiducia degli italiani nelle istituzioni: Parlamento, Governi locali, Presidenza della Repubblica, Magistratura.
Se dei tanti mali che ci angosciano, e le troppe storture che ci si abbattono sulla testa lasciandoci allibiti, frustrati ed impotenti è possibile farne una graduatoria, direi che ciò che ha più colpito l'opinione pubblica, e ferito a morte l'immagine di istituzioni e magistratura, è la vicenda giudiziaria di "Why Not" e del magistrato Luigi de Magistris sottoposto a procedimento disciplinare dal Csm e trasferito da Catanzaro a Napoli, e le sorti, per la verità assai equivoche, che hanno subìto le sue inchieste avocategli dai capi della procura di Catanzaro.
Non solo, ma inquietudine e sdegno sono arrivati al diapason quando il caso de Magistris è riesploso con gli avvisi di garanzia e le perquisizioni di uffici e abitazioni ordinate dalla Procura di Salerno nei confronti del procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli, dell'avvocato generale dello Stato Dolcino Favi, dei sostituti procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo e del pm Salvatore Curcio, dell'ex procuratore Mariano Lombardi, del procuratore aggiunto vicario di Catanzaro Salvatore Murone quei «magistrati calabresi che hanno sottratto le inchieste "Poseidone" e "Why Not" all'ex pm Luigi de Magistris e dei magistrati che queste inchieste hanno ereditato «per smembrarle, disintegrarle e favorire alcuni indagati», scrissero i pm salernitani. Tra gli indagati "favoriti" l'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa, l'ex governatore di Calabria nonché ex procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Chiaravalloti, il generale della Guardia di Finanza Walter Cretella Lombardo, l'ex sottosegretario con delega al Cipe Giuseppe Galati, Udc, Giancarlo Pittelli deputato di Forza Italia, il ras della Compagnia delle Opere per il Sud Italia Antonio Saladino.
Ma questo è solo il troncone calabro. Gli stessi magistrati salernitani indagano in altre due direzioni. La prima riguarda uno stuolo di giudici lucani coinvolti nella "madre di tutte le inchieste" sul marcio nella magistratura (l'inchiesta "Toghe Lucane", che de Magistris è riuscito a "chiudere" prima di essere frettolosamente trasferito).
La seconda andrebbe diritta verso alcuni membri del Csm: per esempio, il vicepresidente Nicola Mancino e i presunti legami con Antonio Saladino, figura chiave di "Why Not", il procuratore generale della Corte di Cassazione, Mario Delli Priscoli andato in pensione qualche giorno fa, e il sostituto procuratore generale della Cassazione, nonchè governatore (Ds) delle Marche per dieci anni, Vito D' Ambrosio, che in Csm sostenne l'accusa per far trasferire de Magistris.
Ce n'è anche per l'Associazione nazionale magistrati e per il suo presidente Simone Luerti. Molto amico di diversi indagati eccellenti quando faceva il magistrato in Calabria, Luerti non ha mai perso occasione di esternare contro de Magistris. Quando poi, qualche mese fa, si è scoperto che incontrava regolarmente Saladino e Mastella nella sede del ministero della Giustizia, mentre lui negava, Luerti s'è dovuto dimettere dalla carica di presidente dell'Anm.
Nel decreto di perquisizione eseguito ieri, 1.700 pagine, i pm di Salerno accusano di concorso in corruzione in atti giudiziari - per aver tolto «illegalmente» a de Magistris "Why Not" e "Poseidone" - il procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, il procuratore aggiunto Salvatore Murone, il procuratore generale reggente Dolcino Favi, il parlamentare Giancarlo Pittelli e «l'uomo ovunque» Antonio Saladino. Ma accusano anche il sostituto procuratore generale Alfredo Garbati, il sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello Domenico De Lorenzo e il pm Salvatore Curcio di aver preso in eredità quelle scottanti inchieste al solo scopo di farle a pezzi. Mentre il procuratore generale Vincenzo Iannelli e il presidente di Sezione del tribunale Bruno Arcuri si sarebbero dati da fare non solo «per archiviare illegalmente» la posizione di Mastella («la cui iscrizione tra gli indagati era invece doverosa»), ma anche «per calunniare de Magistris e disintegrarlo professionalmente. Poi, dicono i pm campani, Iannelli, per una causa che gli sta a cuore, fa intervenire Chiaravalloti su Patrizia Pasquin giudice del tribunale di Vibo Valentia che poi sarebbe stata arrestata.
Così, da magistrato a magistrato, come da compare a compare» ha scritto, imparzialmente, Carlo Vulpio, www.carlovulpio.it il 3 dicembre sul più autorevole quotidiano istituzional-italiano, il Corriere della Sera, per cui seguiva le inchieste "Poseidone", "Why Not" "Toghe Lucane".
Contemporaneamente, si apprese del coinvolgimento di manager, imprenditori, militari della Gdf, politici, magistrati, massoni ed alti prelati vaticani che, sin dagli anni 90, costituivano una nuova P2 come affermato da de Magistris che poi dichiarava «Attendo con immutata fiducia che la Procura di Salerno evidenzi le illeceità di rilevanza penale poste a fondamento del decreto di archiviazione nei confronti di Clemente Mastella emesso dal giudice di Catanzaro, in modo da impedire anche ulteriori condotte illegali da parte di persone preposte ai procedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati». Gli fa eco l'ex magistrato Luciano Violante, da anni parlamentare della sinistra «Lo scontro tra Salerno e Catanzaro è la conseguenza del fatto che per anni la politica ha omesso di affrontare seriamente il tema della magistratura come potere (un jaccuse?). Il centrodestra il problema se l'è posto, ma in modo ch'è apparso ritorsivo, non riformatore. Il centrosinistra non ne ha parlato per timore di limitare l'indipendenza dei magistrati, eppure, il potere delle diverse magistrature è cresciuto a dismisura, in modo spesso autoreferenziale. Ecco perchè, è evidente, che è necessario fare la riforma subito».
Allora, il caso de Magistris, ha voluto essere una lezione esemplare data ai magistrati e cioè non vi azzardate più ad indagare su politici centrali, regionali, provinciali, comunali? O a cosa è servito? E a cosa servirà? Speriamo bene, ma non è detto che...
Quando si dice Vox populi vox Dei. In un tripudio di ovazioni e solidarietà all'ex Pm de Magistris, scriveva il Lettore_712970 sul Corriere.it: «Che schifo. Se ciò che si profila risulterà vero, c'è da chiedersi se i componenti della nostra magistratura sono Magistrati o mafiosi della peggior specie che agiscono nel modo più sporco e scorretto. La mia convinzione è che in Italia governano Caste e Cosche. E qui ce n'è un bell'esempio (sempre se risulterà vero)».
E il Lettore_734356 «Io ho avuto a che fare con il Pm Annunziata Cazzetta, allora sostituto procuratore a Palmi Calabra. Questo magistrato mi ha incriminato per fatti non corrispondenti al vero, cioè ha affermato il falso. Inoltre, dopo aver ricevuto lo scrivente lettere estorsive, mi ha incriminato per simulazione di reato. L'Italia ha bisogno di magistrati come de Magistris che ha avuto il coraggio di dimettersi dall'ANM e la giustizia ha necessità urgente di profonde riforme strutturali».
Infine il Lettore_10174 «Se quando uno fa inchieste scottanti che toccano il potere invece di ricevere elogi viene trasferito, c'è del marcio anche nella magistratura, di de Magistris ne occorrerebbero 200.000» questo mentre sulla "Guerra delle Procure" si versavano fiumi di inchiostro e, scrivendo di "Guerra", si è fatta una gran confusione (pilotata?) nella testa della gente perchè era Salerno ad indagare su Catanzaro dopo che l'inchiesta "Why Not", in cui, tra gli altri, si indagava su Prodi e sul leader dell'Udeur Mastella - indagato perchè i traffici telefonici documentati dall'uomo di fiducia di de Magistris, lo 007 Gioacchino Genchi dotato di un curriculum di successi eccezionali, e perito e consulente delle Procure italiane - svelarono il rapporto affaristico tra Mastella e l'imprenditore Saladino coinvolgendo i vertici dei Servizi Segreti, poliziotti e finanzieri, massoni, imprenditori e mezzo Parlamento italiano. Inchiesta scippata a de Magistris. E' così che ingiustizia fu fatta.
«Nel mio percorso ho dovuto prendere atto, purtroppo, che molti carabinieri passati al Ros avevano contrabbandato per finalità poco commendevoli il loro giuramento di fedeltà allo Stato ed alle sue Leggi. Altri hanno fatto la stessa cosa nelle diverse fasi di entrata ed uscita dai Servizi di Sicurezza» dichiara lo 007a La Stampa.
Ora, rifiutando le Cassandre che non credono agli annunci del Governo, quindi che le riforme vere della giustizia si fermeranno a meri annunci, preferiamo credere che, almeno, con le riforme promesse, che però per non ritrovarsi col q per terra questa volta vanno ben spiegate al popolo, i Pm saranno eletti dal popolo, vengano separate le carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, che il potere investigativo venga restituito alla polizia giudiziaria e non più concentrato nella mani dei Pm e che venga tolto loro l'obbligo dell'azione penale con cui, purtroppo, se ne son viste troppe e di troppo grosse, Pm arbitri incontrollabili delle leggi e degli accusati. Infatti, Gustavo Zagrebelsky presidente della Corte costituzionale afferma: «Non sempre la magistratura ha usato con la responsabilità necessaria l'indipendenza massima».
Insomma, magistrati e macchina della giustizia siamo noi contribuenti a pagarli e questi sono i risultati che dovremmo accettare?
Quale Giustizia allora? Quali riforme? Quali pensioni dopo che l'Italia s'è beccata dalla Corte della Giustizia europea una condanna per aver anticipato l'età pensionabile delle donne, cosa che determina una discriminazione perchè con il pensionamento cinque anni prima degli uomini le si condanna ad una pensione inferiore?
Ed è questo uno dei troppi motivi per cui sindacati & sindacalisti, oramai, stanno sulle balle dei lavoratori di destra e di sinistra.
Quali progressi allora? Quali regressi ci aspettano?
Quali risparmi, quale abolizione delle Province riuscirà mai a fare questo Paese che non decide mai nulla di coraggioso per il bene del Popolo ma decide per il solo interesse di governanti, sottogovernanti e per tutta la fauna politica che alimenta i suoi interessi di parte anche con le spese per il personale politico delle Province, uno scandalo di cui si parla da anni? Per la loro abolizione quanti decenni ancora dovremo aspettare?



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