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    Archivio Luglio 2008
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    Madame de Pompadour

    di Bamboccione (12/07/2008 - 16:30)

    Giuliana D'Olcese ci invia un'opinione sulla nota (o quasi) vicenda che riguarda la presunta tresca tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna. L'autore del contributo ritiene che le intercettazioni, in questi casi, violino la privacy delle persone, anche se si tratta di politici e, in quanto tali, soggetti al giudizio dei cittadini elettori. Segnalo che ci sono persone che la pensano in maniera completamente opposta. Dino Cofrancesco, autore del'articolo che segue, afferma che un comportamento moralmente riprovevole  non necessariamente implica un reato (anche se nella fattispecie qualcosa di "penale"..) e che certi giudizi moraleggianti sui rapporti sessuali altrui andrebbero banditi perchè sono contrari ai principi di uno Stato liberale. Tuttavia, dico io, pur concedendo che non ci sia stato nessuno scambio tra prestazione sessuale e il posto di ministro - ed è la tesi per la quale propendo ad occhi chiusi, anche perchè mi sembrerebbe un compenso troppo elevato e discriminatorio rispetto ad un'ordinaria ragazza di strada- questa affermazione mi lascia perplesso e m'induce ad una decisa obiezione contro questa tesi, soprattutto perchè siamo in presenza di un politico che ha ricevuto un imprimatur da Oltretevere e in qualche modo ne seguirà le direttive, per opportunismo o per convinzione, su questioni esiziali come quelle concernenti la vita e la morte dei cittadini (ci ricordiamo del problema della ricerca sulle staminali & co? dell'eutanasia e compagnia bella?). Comunque Bamboccioni non giudica e non fa la morale, semplicemente problematizza, e se qualcuno ha valide ragioni.. is warmly welcomed. Buona lettura. 

     

    Ultima stazione della destabilizzazione su internet
    di Dino Cofrancesco per 'il Secolo XIX'

    «E fu così che dalla Razza padrona, passando per la Razza ladrona, il Popolo italiano si ritrovò nella Razza scopona. Un bel salto di qualità giuridico, politico, economico, umanitario. Non vi pare?». E' il divertito commento che il blog di Giuliana D'Olcese Movimentiamoci.it ha dedicato alla bomba delle intercettazioni telefoniche sospesa sul presidente del Consiglio e che un decreto governativo dovrebbe disinnescare, impedendone la pubblicazione sui giornali - un decreto in parte inutile - giacché sarà poi difficile oscurare il pompingate su Internet. Se è vero quanto riportano le indiscrezioni sulle vanterie erotiche del premier, il prestigio di quest'ultimo, agli occhi di molti italiani, anche di quelli che l'hanno votato, ne esce appannato. Si sa che gli uomini di stato non sono tenuti ad essere stinchi di santo e che tra le tentazioni del potere c'è anche quella di portarsi a letto le più belle donne sulla piazza. E' noto che John Kennedy insidiò tutte le star che gli capitavano a tiro e che raramente incontrava sdegnosi rifiuti, gli andò male solo con Sofia Loren. Ciò che colpisce, invece, nel caso italiano è che a prestare certi servizi non siano state segretarie o stagiste -come Monica Lewinsky- ma figure istituzionali del più elevato grado.
    E' uno scandalo al quale le ministre coinvolte non possono reagire con un'alzata di spalle, lasciando cadere dall'alto «è tutto gossip» e fingendo di ignorare il sospetto, incancellabile nell'opinione pubblica, che le loro designazioni agli alti incarichi siano dipese da privatissime performance.
    Come non pensare, nella città di Pasquino, al romano de' Roma trucido e sboccato che scorgendole, in una manifestazione pubblica, non si lascerà certo scappare un: «A sora ministra perché nun ne fai uno purammé?».
    A questo punto, sarebbe loro dovere dare le dimissioni come sarebbe dovere del premier quello di giustificarsi di fronte agli italiani. Detto questo, però, bisogna stare bene attenti, se si ha davvero a cuore la 'civiltà liberale', a non confondere, il piano morale, lo 'stile' di un uomo politico, che può essere tanto discutibile da far pentire gli elettori di avergli dato fiducia, col piano giuridico, che rinvia a precise responsabilità penali. Avere rapporti sessuali con le proprie colleghe, se consenzienti, non è un reato e lo 'scambio illecito (letto contro poltrona ministeriale) non è scontato. In una società aperta, come ho ricordato più volte, etica, diritto, politica, religione, scienza etc. sono sfere autonome e distinte e solo un questurino riciclato come capopopolo può cancellare le differenze tra pessima condotta e reato. Se la vita privata di Berlusconi è sicuramente riprovevole, la guerra spietata che da tempo gli stanno facendo certi settori della magistratura ingenera una vera e propria angoscia per le sorti dello stato di diritto.
    Si ha la netta impressione, infatti, che la consegna delle intercettazioni ai giornali faccia parte del piano strategico dei falchi delle Procure per «sfasciare» una volta per sempre l'uomo di Arcore. Incattiviti dalla schiacciante vittoria elettorale del PDL, i redivivi Catoni hanno deciso di mobilitare i loro referenti parlamentari, i loro giuristi - generosamente ospitati su Repubblica, su MicroMega, su L'Espresso e, tra poco, anche su ''Famiglia Cristiana''-, i loro filosofi morali, i loro sociologi, i loro opinionisti nella santa crociata per la totale delegittimazione etica e politica del Cavaliere. Non c'è disegno di legge proposto dal centro destra, pertanto, che non attivi, con il loro incoraggiamento, un coro di indignazioni e di proteste, anche quando si tratta di istituti scontati nelle più antiche democrazie euroatlantiche, la separazione delle carriere e la immunità per le quattro più alte cariche dello Stato. Sennonché, caduta nel vuoto la martellante denuncia dell'illegalità di ogni azione governativa, grazie anche ai severi richiami di Giorgio Napolitano, e fallito il recente tentativo di attribuire al fido CSM la competenza sulla costituzionalità di leggi e decreti, ai registi della destabilizzazione resta l'asso nella manica del sipario sollevato nella camera da letto del nemico pubblico n.1. Il sesso orale, però, non è un reato mentre il potere rivendicato da certi tribunali di spiare le ''vite degli altri'' alla ricerca di prove di colpevolezza, prefigura, esso sì, uno «stato di polizia» che solo i «garanti della privacy» all'italiana si rifiutano di vedere (anche perché, se decidessero di aprire gli occhi, addio ben retribuite collaborazioni giornalistiche, interviste a getto continuo, inviti nei salotti televisivi di Giovanni Floris, Michele Santoro, Fabio Fazio etc.!). Berlusconi spesso parla «pro domo sua» ma quando afferma che, in Italia, la 'legittimazione democratica' viene oggi minacciata dalla 'legittimazione giudiziaria' mostra un senso della realtà che Walter Veltroni, sempre più dipietrizzato, sta smarrendo quasi del tutto.

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